A questo punto una riflessione è doverosa in Italia e soprattutto nel nostro territorio dove in questi ultimi anni si rincorrono voci e smentite di installazione di una centrale nucleare, proprio vicino al mare, a Termoli così come in Giappone. Termoli come Fukushima?
Certo i terremoti che si sono registrati in Italia negli ultimi tempi non hanno mai avuto un energia ed una violenza paragonabile a quanto accaduto in Giappone, dove una terribile scossa del grado 8.9 della Scala Richter, ha causato una devastazione sempre precedenti, tanto da essere definita una sorta di “apocalisse” con oltre 10 mila morti. Spicca in questo scenario di morte e distruzione, l’incendio ad una centrale nucleare ed il rischio di esplosione a causa del maremoto che si abbattuto sulle coste giapponesi con onde alte 10 metri. Le città attorno all’insediamento della centrale nucleare sono state sgombrate per un raggio di 60 chilometri ma il dubbio a questo punto viene spontaneo: sarà sufficiente?
La tragedia infinita del Giappone, fa pensare, non ci fa stare tranquilli. Da qui una considerazion
Gli scenari Apocalittici a cui la cronaca recente ci ha abituati sono sempre più frequenti, allora perché scegliere di intraprendere un percorso energetico verso il nucleare? Costruire edifici di un’energia contro natura? Perché non incentivare un propulsore che porti linfa alla natura e rispetti noi stessi?
Un’Energia per la: «VITA».