Don Benito Giorgetta
Don Benito Giorgetta
TERMOLI – “…Per questo, fratelli e sorelle, ho deciso di indire per tutta la Chiesa, il 7 settembre prossimo, vigilia della ricorrenza della Natività di Maria, Regina della Pace, una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero, e anche invito ad unirsi a questa iniziativa, nel modo che riterranno più opportuno, i fratelli cristiani non cattolici, gli appartenenti alle altre Religioni e gli uomini di buona volontà. Il 7 settembre in Piazza San Pietro – qui – dalle ore 19.00 alle ore 24.00, ci riuniremo in preghiera e in spirito di penitenza per invocare da Dio questo grande dono per l’amata Nazione siriana e per tutte le situazioni di conflitto e di violenza nel mondo. L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace! Chiedo a tutte le Chiese particolari che, oltre a vivere questo giorno di digiuno, organizzino qualche atto liturgico secondo questa intenzione.

A Maria chiediamo di aiutarci a rispondere alla violenza, al conflitto e alla guerra, con la forza del dialogo, della riconciliazione e dell’amore. Lei è madre: che Lei ci aiuti a trovare la pace; tutti noi siamo i suoi figli! Aiutaci, Maria, a superare questo difficile momento e ad impegnarci a costruire ogni giorno e in ogni ambiente un’autentica cultura dell’incontro e della pace…”. Una vasta eco è nata, come risposta all’invito di Papa Francesco a radunarsi in preghiera e in digiuno, per invocare il dono della pace e scongiurare la scintilla di una nuova guerra in Medio Oriente e precisamente in Siria. Il tutto nasce per frenare il desiderio d’intervento bellico e di aggressione dopo le tristi immagini della soppressione di tante vite umane soprattutto di molteplici bambini.

L’invito del Papa non è rimasto inevaso ma è stato accolto e si preannuncia nutrito ed arricchito anche dalla presenza dei oltre che dei “fratelli cristiani non cattolici” ma anche degli “appartenenti alle altre Religioni e gli uomini di buona volontà”. Difatti le comunità cristiane in Siria, in Medio Oriente e nella diaspora sono felici e si preparano a unirsi al digiuno e alla preghiera” perché l’invito del Vescovo di Roma ha fatto breccia nei cuori a tutti i livelli, nei vescovi e nei semplici fedeli. Grande è la mobilitazione in ambito cattolico: Diocesi, Gruppi, Associazioni, Movimenti. Tutti si stanno dando appuntamento per sabato. Ancora una volta Papa Francesco dimostra di essere una buona bussola per orientare il cammino e il desiderio dei cuori dell’uomo contemporaneo.

Le armi dovrebbero tacere e a parlare deve essere il desiderio fattivo di rispetto di ogni vita umana. “…Vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace, vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace; mai più la guerra! Mai più la guerra! La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato”. Ma il Papa ha, giustamente, condannato anche l’uso delle armi chimiche. L’arma della pace è l’unica che può assicurare serenità, progresso, rispetto ed accoglienza reciproche. “Il male si vince solo col bene”. Questa è l’unica via per spezzare la spirale di odio, vedetta, indifferenza, aggressione e volontà di prevalere a scapito degli altri. Quando non lo si capisce nella quotidianità della vita e nella semplicità delle scelte è bene richiamarlo con atteggiamenti estremi, ma pacifici, come la preghiera e il digiuno. E Francesco, il Papa dell’umiltà e della semplicità, ancora una volta ha fatto centro; speriamo di vincere la “guerra” della pace con le armi del digiuno e della preghiera.

Questo genere di demòni – come la guerra e la violenza – non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno” (Mt 17,21). La scintilla della pace è depositata nel cuore di ogni uomo di buona volontà, solo chi vorrà farà divampare un grande incendio. Il mondo intero si sta mobilitando e sta aderendo a questo invito. Già questa è una bella testimonianza e un’ottima occasione per riflettere, ritrovarsi attorno ad una scelta necessaria e urgente: trasformare il mondo in un “arsenale della pace”. Anche il vescovo di Termoli-Larino ha invitato le comunità a radunarsi e unirsi in preghiera e digiuno per esprimere piena comunione ecclesiale e partecipazione ad una causa così nobile come è la pace nel mondo.