ROMA _ In una nota congiunta, il Segretario generale della Fai Cisl Augusto Cianfoni ed il Segretario nazionale Claudio Risso esprimono grande soddisfazione per la delibera odierna del Governo che, per impulso del Ministro Catania – riconfermato dallo stesso Ministro nell’incontro con le Organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil di martedì scorso – eroga significativi aiuti al settore bieticolo-saccarifero. “Finalmente anche per questa vertenza così lunga ed impegnativa – precisano i due esponenti della Fai – si apre un orizzonte positivo”. “L’erogazione di 35 milioni – sottolineano – su uno stanziamento di 86 milioni, rappresenta uno sblocco agli aiuti, da tempo sollecitati dalle Organizzazioni sindacali ed attesi da tutti i lavoratori”.

“L’importante adesso – conclude Cianfoni – è dare veloce attuazione agli adempimenti amministrativi per procedere alla erogazione effettiva delle somme stanziate che danno una positiva boccata d’ossigeno anche per lo sviluppo delle prossime semine e per una maggiore competitività del comparto bieticolo-saccrifero che, per il nostro Paese, riveste un’importanza strategica sia per il settore agricolo che per quello industriale”. “Ora servirebbe – conclude Risso – un ulteriore atto di coraggio nel trovare le necessarie soluzioni per sbloccare l’iter dei progetti di riconversione che interessano gli zuccherifici dismessi, e dare così risposte certe a centinaia di lavoratori ancora in Cassa integrazione”.

2 Commenti

  1. basta con l’assistenzialismo
    La rovina dell’Italia sono i sindacati. Per proteggere posizioni settoriali azzoppano l’economia. Sono malati di assistenzialismo. Le cose non cambieranno mai, e noi saremo affossati da tasse insostenibili, per mantenere tutti i comparti fallimentari. Questa è una brutta, bruttissima notizia.

  2. ognuno fa il suo mestiere
    Caro Rigi, i sindacati fanno il loro mestiere, sono i politici che non lo fanno.
    Spendere denaro pubblico per assistenzialimo ad imprese o settori fallimentari, priva coloro i quali avrebbero diritto ad una vera assistenza. I vecchi, i diversamente abili, i disoccupati. Se mio padre non lo curassi io in casa, morirebbe abbandonato come un cane. Perchè un circuito virtuoso di assistenza agli anziani non esiste. Si preferisce assistere ai lavoratori, che hanno spalle come armadi, e il collo di un toro.
    Sono i politici, gli amministratori il problema, non i sindacalisti.