La Giunta, inoltre, esaminata approfonditamente la delicata questione sollevata dall’INPDAP con la richiesta di restituzione in un’unica soluzione del debito contributivo accumulatosi a seguito della sospensione temporanea del pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali predisposta con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri “nei confronti dei soggetti residenti, aventi sede legale od operativa alla data degli eventi sismici iniziati il 31 ottobre 2002 nel territorio di cui ai D.P.C.M. del 31.10.2002 e dell’8.11.2002, ha deliberato di chiedere all’INPDAP stesso la rateizzazione massima prevista (60 mesi) del dovuto, fermo restando la proposizione dei ricorsi già deliberati e ogni altra azione di tutela dell’Ente per l’applicazione dell’originaria rateizzazione concordata con apposito piano di ammortamento, il cui termine era previsto per il mese di novembre 2030 (8 volte i mesi della sospensione).
In particolare, va specificato che la Provincia di Campobasso ha usufruito di tale beneficio sino al 31.12.2005, sia per le quote a proprio carico che per quelle dei propri dipendenti, e che a partire dal mese di aprile del 2006 l’Amministrazione in carica ha iniziato a versare all’INPDAP le rate dei contributi sospesi comprendenti sia la quota a proprio carico che quella a carico dei lavoratori, che ammontano annualmente a € 410.766,72 così come stabilito.
Ora, appare chiaro che in caso di restituzione in un’unica soluzione, la Provincia dovrà versare la somma di € 8.347.609,14, di cui € 6.084.935,90 a carico dell’Ente e € 2.262.673,24 a carico dei dipendenti, cosa che obbligherebbe la Provincia a distrarre somme ingenti, peraltro già stanziate, nella programmazione del Bilancio per garantire servizi pubblici e comportando il mancato rispetto del Patto di stabilità. Tale situazione, che rischia di mettere in crisi le magre finanze di gran parte dei Comuni molisani e degli altri Enti territoriali, oltre a mettere in gravi difficoltà i lavoratori dipendenti, è stata recentemente sollevata dal Presidente D’Ascanio nell’ambito dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI, trovando la solidarietà del Presidente Castiglione, che si è attivato anche con l’ANCI nazionale, per mettere in atto in sede governativa iniziative ed interventi atti a scongiurare la malaugurata restituzione immediata.