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In data 21 Luglio 2008, un commerciante di Via F.lli Brigida scrive al competente Ufficio Del Patrimonio del Comune di Termoli per chiedere qual è la procedura da seguire per ottenere un permesso per mettere sulla sede stradale davanti al suo negozio un vaso con una pianta ornamentale dello stesso tipo esistente a qualche civico dal suo. (Vedi foto n° 1).

Il 28 dello stesso mese, l’Ufficio del Comune risponde al commerciante con una lettera recante il n° di prot. 23499, in cui in sostanza si dice che per la citata via F.lli Brigida non è prevista alcuna condizione che consenta l’occupazione della sede stradale, ed invia, per conoscenza, copia della richiesta e della risposta al Comando di Polizia Municipale per gli eventuali adempimenti di spettanza. Qualche giorno dopo, il commerciante recatosi al Comando di Polizia Municipale per altri motivi, si incontra con il Dirigente Responsabile della stazione che gli da il seguente testuale chiarimento: “… è prevista la rimozione di tutti i vasi che occupano la sede stradale di tutta la città, in ottemperanza alle disposizioni vigenti…”

Il commerciante fa presente che una rimozione è stata fatta in data 9 Maggio 2008 (Vedi foto n° 2 e 3) ma solo per un vaso, peraltro a pochi metri da quelli della foto n°1, e gli è stato risposto che al momento non ci sono mezzi a disposizione.
Ma dalla foto n° 3 si vede chiaramente che il cassonetto del mezzo di rimozione è vuoto e più che sufficiente per contenere anche i vasi che insistono sullo stesso tratto di strada a pochi metri di distanza, che invece sono stati lasciati dov’erano. Resta comunque il fatto che non è corretto fare tale discriminazione per vasi che distano a pochi metri. O si hanno i mezzi per toglierli tutti, o si lasciano tutti in attesa che si renda disponibile un mezzo per una rimozione totale. Un’Amministrazione non dovrebbe permettere che eventi del genere accadano, altrimenti si legittima la supposizione dell’accanimento contro qualcuno e il favoritismo verso altri. In data 2 Febbraio 2009 la situazione è invariata (vedi foto n°4)
Ora c’è da chiedersi come è possibile che ciò sia accaduto.
Per quei vasi che ancora insistono sulla carreggiata è stata pagata una tassa di occupazione di suolo pubblico, previo rilascio di un’autorizzazione?
Se è così perché la stessa autorizzazione è stata negata al commerciante su citato? Se invece non esiste autorizzazione ci si chiede quanto è stato pagato in termini di sanzioni da chi ha messo i vasi che ancora sono lì, visto che ad altri commercianti della zona sono stati notificati verbali di contravvenzione con minaccia di riceverne una al giorno se i vasi posti sulla strada non fossero stati rimossi?

A tal proposito c’è da rilevare che in alcuni casi la contravvenzione è stata notificata arbitrariamente anche a commercianti che non erano proprietari di alcun vaso.
Ed ancora: è credibile che sia sufficiente pagare le sanzioni (ammesso che siano state elevate e pagate) perché si continui a trasgredire? E tali dinieghi, imposti dall’Amministrazione (fatti rispettare solo ad alcuni), è valida per una via e non per un’adiacente? (vedi foto n° 5).

Un Commerciante

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