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Intendo esprimere comprensione autentica verso quei partiti ‘amici’ che hanno manifestato la loro contrarietà all’impianto della riforma della legge elettorale per elezioni europee, ed in particolare per la norma che stabilisce lo sbarramento al 4%.  Anche se nella situazione specifica il partito che rappresento si è schierato a favore valutando positivamente la reintroduzione delle preferenze. La sottoscritta avrebbe preferito la soglia di sbarramento del 3%.

Il dibattito sulla  semplificazione del sistema politico italiano che si è incentrato sulla ricerca di un equilibrio tra rappresentanza e governabilità, non può essere spostato senza colpo ferire sullo scenario europeo che poggia su logiche ed equilibri diversi che andrebbero affrontati con ben altro respiro riformatore.

Il rischio  è quello della  eliminazione, attraverso tecnicismi elettoralistici,  di autentiche espressioni politico-culturali le quali, seppur minoritarie, comunque esistono ed hanno diritto di essere  rappresentate.

Inoltre,  per quanto riguarda lo scenario nazionale, considerata la crisi economico-finanziaria che si sta’  abbattendo
sul nostro sistema-paese e sulle classi più deboli, sento di aggiungere che  forse è il momento di avviare una riflessione pacata tra le forze di centro sinistra per riannodare un dialogo fecondo sulla base di un programma realistico ed innovativo sul futuro dell’Italia che prepari  l’ alternativa al mercatismo  berlusconiano che rischia di preparare un’involuzione della nostra nazione e del sistema dei diritti di cittadinanza conquistati.                                                                                                                                          on. Anita Di Giuseppe