CAMPOBASSO _ Il 30 aprile l’Associazione degli Industriali del Molise ha evidenziato in un’iniziativa pubblica che ha coinvolto tutti i Presidenti delle Federazioni Settoriali che i livelli di tassazione elevati, il blocco delle opere pubbliche, i ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione e l’assenza di investimenti per le politiche di sviluppo locale ci consegnano un quadro economico allarmante con preoccupanti cali di competitività e di opportunità di crescita.

Il disavanzo sanitario è talmente elevato che strangola ogni aspettativa di futuro e rende la vita difficile al sistema imprenditoriale regionale alle prese con inefficienze burocratiche, alto costo del denaro, servizi pubblici carenti, infrastrutture fatiscenti nel mentre sconta il più alto carico fiscale nazionale. Le organizzazioni sindacali nelle manifestazioni di Santa Croce di Magliano, di Campobasso, di Marsala e di altre località regionali, hanno sollecitato misure concrete per combattere la crisi occupazionale, una maggiore attenzione ai giovani, interventi più efficaci contro la precarietà e in favore di politiche espansive. In Molise si stanno perdendo centinaia di posti di lavoro nella scuola, nella sanità, nel trasporto pubblico locale, nei servizi alle persone e in varie attività quali l’Enel, le Poste, Telecom, l’Anas, le Ferrovie, le Banche ma anche tra il personale delle Forze dell’Ordine se pensiamo alle chiusure delle Scuole Allievi della Polizia e dei Carabinieri. E’ opportuno che il monito della Confindustria e dei Sindacati non cada nel vuoto.

Chiedo al Governo Regionale di avviare un confronto di merito sulle politiche economiche in un tavolo negoziale con le parti sociali. Bisogna fare una ricognizione attenta sul tiraggio dei fondi europei, sul possibile sblocco dei fondi FAS, sugli stanziamenti in itinere per le opere pubbliche e su una serie di proposte anticicliche che possano rilanciare la crescita e l’occupazione. Con responsabilità e in spirito di cooperazione istituzionale è opportuno che tutte le parti politiche si misurino con proposte sobrie e concrete sul dramma del lavoro e sulle difficoltà a competere del tessuto imprenditoriale regionale.

Michele Petraroia