TERMOLI _ A distanza di 4 giorni dalla elezione di Luigi Mascio a presidente del Consorzio Industriale di Termoli, ci corre l’obbligo di stigmatizzare il comportamento di ooloro che, con evidente parzialità cognitiva, elargisicono giudizi esclusiivamente finalizzati ad eviclenziare ciò che “fa comodo” alla propria bottega. Altro che interesse comune!
Agli smemorati, siano essi “quisque de populo” oppure Assessore Velardi, (eviderrtemente fulminato sulla strada di Damasco, rectius Bifernina) è il caso di ricordare il loro personale e quotidiano incitamento ai sottoscritti ad “andare avanti” nell’interesse dell’intero Basso Molise e non solo e non già del Comune di Termoli.
Agli improvvisati commentatori, nella foga demolitiva, sarà probabihmente sfuggita l’esigenza, quella si primaria, di dare finalrnente stabilità ad un’istituzione territorialmente strategica quale il COSIB.
Invero e fortunatamentete l’esigenza imprescindibile per consentire l’esigenza del Consorzio Industriale di mettere in campo strategie politico-industriali adeguate alle esigenze delle aziende insediate nella ulteriore prospettiva di tornare a rendere attrattiva l’area a nuolvi insediamenti, non è mai sfuggita ai sottoscritti che hanno lavorato anche e specie in periodi di estrema difficoltà ecnomica e politico-grudrziaria, esclusivamente al raggiungimento di tale obiettivo.
Da ultimo, ci si chiede: le ragioni della pervicace quanto finta difesa degli interessi del Comune di Termoli non risiedono forse nella ingestibilità politica dei sottoscritti?
I sindaci di Guglionesi, San Martino in Pensilis, Campomarino, Portocannone, Ururi e San Giacomo degli Schiavoni