Piccola analisi della nostra sensibilità alla manutenzione Urbana.L’attenzione e la cura che le Amministrazioni Locali dedicano al verde e all’arredo urbano, sono motivo di distinzione e di caratterizzazione delle diverse realtà comunali. Quest’aspetto, infatti, assieme agli elementi architettonici, è in grado di rendere unico e sempre riconoscibile un determinato luogo.

Diverse città italiane stanno rivedendo e rivalutando i loro rapporti con il patrimonio di arredo urbano sia attuale sia futuro. Questa ‘rivoluzione’, va rilevato, non è appannaggio dei grandi capoluoghi: anzi, molte amministrazioni di provincia stanno mostrando sensibilità e interesse nei confronti dell’ambiente e del paesaggio.
L’arte della manutenzione, la cura nel tenere in ordine quello che è la dotazione ordinaria e normale del nostro patrimonio comune, è in rapidissimo disfacimento. E’ un problema che riguarda le strade ma non solo quelle: la progressiva incuria coinvolge gli edifici pubblici, l’arredo urbano, le aree dove le competenze degli enti sono indefinite e che si trasformano inevitabilmente in “terre di nessuno” a rapidissimo decadimento.

Tra gli esempi più lampanti: un pezzo di via Firenze e sul lungomare Nord i tratti divisori della pista ciclabile anziché essere paralleli alla strada sono parzialmente divelti e, a poco a poco, stanno scomparendo. Formano dunque un improvviso ostacolo che si frappone al procedere sia del ciclista sia dell’automobilista. 
 
A Termoli la cultura della manutenzione delle opere di pubblica utilità manca del tutto. La pista ciclabile realizzata da qualche anno è attualmente abbandonata a se stessa per non parlare del guard-rail in via Asia, ridotto ad un ammasso di ferraglia per un lungo pezzo. Giace in quelle condizioni da anni. Altro punto, le barriere in legno della tangenziale che da via Corsica va al porto. La staccionata è stata “ripezzata” alla meno peggio. Da qualche tempo questo è lo stato delle cose ma nessuno, a quanto pare, interviene.
 
E questo dimostra come la manutenzione non sia solo una questione di risorse, di soldi, ma, ancora prima, di sensibilità civica e di cultura professionale della manutenzione. E quest’ultima, se si dissolve, non si può sostituire con delle chiacchiere come sembra stia accadendo, in tutta Italia, da qualche tempo a questa parte.

Le città rischiano di perdere le loro peculiarità e di diventare delle marmellate indistinte prive della qualità che si basa sulla diversità e sulla propria storia, umana e territoriale. La crisi dei centri storici e la crescita di usi consumistici e rumorosi; la realizzazione di periferie troppo uguali e prive di connotazioni proprie.
E’ vero non siamo “Anglosassoni” ma occorre spronare le amministrazioni a un nuovo progetto di manutenzione dell’arredo urbano e non aspettare che diventino obsoleti per essere sostituiti, perché la qualità urbana è un bene comune della città.

1 commento

  1. ma se in pieno centro abbiamo l’asfalto tappezzato…. -_-°
    Noi li dobbiamo spronare(giusto!), ma loro se vivono a Termoli, lo sanno di cosa necessitiamo!!!!

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