La conferenza della Malacrida
La conferenza della Malacrida
TERMOLI_ “Con gli occhi dell’innocenza” è il nuovo libro edito da Albatros che la scrittrice termolese, Norma Malacrida, ha presentato oggi pomeriggio presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea a Termoli. Erano presenti all’incontro il presidente del Consiglio comunale di Termoli, Alberto Montano, Vittoria Todisco e i critici letterari Aldo Cobianchi e Aldo Gioia.

“Come amministrazione locale siamo orgogliosi e vicini all’iniziativa della nostra concittadina_ ha dichiarato Montano _. Una comunità che non investe nella cultura non può sperare nel futuro né ricordare il passato. Nell’epoca attuale è indispensabile un sacrificio da parte di tutti per rigovernare e rimettere in sesto un paese che negli anni è andato deviando: famiglie, istituzioni, governo e le stesse amministrazioni locali e centrali devono fare la loro parte. Nell’opera della Malacrida_ continua Montano_ si coglie l’importanza di mantenere vivo il bambino dentro di noi, la capacità di guardare con occhi puri ed innocenti ciò che ci circonda, anche in presenza di eventi tragici e sconvolgenti”.

Anche Vittoria Todisco ha sottolineato l’innocenza e la freschezza con cui la Malacrida ha dato vita alla sua opera: “Nel libro si sente il profumo della famiglia, di caminetto acceso, di vino, olio, dei sapori caldi e tipici della nostra terra. Mi sento in qualche modo la madrina dell’opera_ ha continuato la Todisco_ e mi sono meravigliata della straordinarietà con cui viene rappresentato un paese così piccolo come Petacciato. Qui gli eroi sono le persone più semplici e umili, quelle che tutti i giorni devono guadagnarsi la giornata lavorando ed è importante che un tale esempio sia esteso all’intera nostra società. Credo che la memoria, se utilizzata in riferimento all’esperienza personale, svolga un ruolo importantissimo per ricordare e interrogare_ ha concluso la Todisco.

E’ intervenuto anche il critico Aldo Cobianchi, caro amico della Malacrida, rimarcando il valore letterario ed emozionale dell’opera. “E’ il libro di tutti coloro che si sono avvicinati alla II Guerra Mondiale, compresa la mia famiglia ed è per questo che ho vissuto un coinvolgimento particolare. Voglio ringraziare Norma per avermi chiesto aiuto e collaborazione nella stesura della prefazione. Il libro_ continua Cobianchi_ tratta di un momento difficile per il nostro paese e nella vita dell’autrice. A dargli valore è il fatto che sia raccontato da una bambina di pochi anni che narra dei ricordi più significativi visti dai suoi occhi. E’ una storia di dolore raccontata con il cuore di un bambino. Ma nella parola innocenza c’è anche tutta la profondità, l’angoscia di una donna ormai grande che si è liberata dalla sofferenza, non più combattuta ma accettata. Il linguaggio è semplice, la bambina ripete le parole dei genitori senza neanche comprenderne il significato. Dice cose grandi in chiave semplice”. 

Norma ha aspettato 50 anni per realizzare quest’opera che ha in sè anche una

La scrittrice termolese Norma Malacrida
La scrittrice termolese Norma Malacrida
funzione terapeutica; ma il dolore per la guerra non può considerarsi mai estinto. La guerra ha tolto alla scrittrice e a tutte le persone che l’hanno vissuta in prima persona il piacere più semplice e importante: quello di giocare con i  propri  genitori e il dolore più grande viene dalla consapevolezza che si tratta di momenti che non torneranno mai più indietro. Propongo l’introduzione di questo libro nelle scuole come strumento pedagogico”_ ha concluso Colbianchi.

A conclusione della presentazione è intervenuta l’autrice Norma Malacrida: “Sono contenta del contesto amicale che si è venuto a creare e ringrazio tutti i presenti, chi mi è accanto e tutti coloro che sono intervenuti a creare un momento così intenso dal punto di vista umano e culturale. E’ la mia prima opera in campo narrativo e vuole essere una lunga favola della bambina che è dentro di me. Dalla mia esperienza_ continua la Malcrida_ ho imparato che anche dai momenti di dolore e di disperazione si può rinascere e ricominciare a crescere con gli occhi dell’innocenza. Il senso della memoria è importante ma solo se visto come identità, conoscenza, qualcosa che ci distingue dall’essere statue di pietra e ci spinge vero orizzonti sconosciuti, rendendoci vivi. Una memoria che non ferisce, non toglie fiducia nell’uomo anche quando la vita è tragedia. Ma invece è riscatto, voglia di rinascita grazie al dialogo con l’altro, fiducia nel futuro e nel guardare sempre avanti. Il libro è stato uno sfogo liberatorio, una forza vulcanica che si è liberata rivelando la piccola Norma che è dentro di me. Infine voglio ringraziare Aldo per essermi stato accanto nei momenti di sconforto, sono orgogliosa che una persona come lui sia entrara a far parte integrante della mia storia. Petacciato e Termoli sono due punti di riferimenti per me importanti: a Petacciato ci sono i miei affetti, Termoli è la terra in cui sono riuscita a sviluppare appieno la mia carriera lavorativa”_ ha concluso l’autrice.

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1 commento

  1. Una lettura per sorseggiare il genio di una donna che ha saputo attraversare magicamente gli strati di un passato mai passato ed il mistero rinchiuso negli avvenimenti e nella profondità dell’essere umano; una lettura per ritrovare emozioni, sussulti, sensazioni, rumori di paure in un caleidoscopio, dove danzano anche la meraviglia, la sorpresa, l’incanto.
    Un’occasione per ritrovare il piacere di una lettura affabulante di antiche cose buone di casa, di episodi cocenti, divenuti Storia, legati alla miseria, all’irruenza disumana della guerra, quella che “fa tremar le vene ai polsi” ed a secolari accadimenti nutriti di dolori, rinunce, sogni, redenzione,
    Tutto scritto, dunque, su quella “sera di pioggia”, sulla ” fuga nella campagna”, su quella “notte di luna calante”…; tutto scritto, ispezionato con cipiglio svelto, narrazione avvincente e con una mole illuminante di dati.
    Libro cogitato e sagacemente guarnito di un album fotografico: pochi ritratti di famiglia che, con il loro immobile presente, riescono a dire ciò che le parole non potranno mai spiegare. Con questa sua prima opera narrativa, la poetessa Norma Malacrida ha travalicato la sua stessa poesia mediante la liricità di una prosa che dà il via ad un “oltre” di intuizioni nuove e di scoperte. (Vincenzo Di Sabato, Presidente Centro Culturale “Francesco Iovine” Guardialfiera-CB)