IacovinoTermoli
Al centro Vincenzo Iacovino
ROMA – Obbligata al precariato in Rai, la dipendente vince la vertenza e viene riammessa in servizio dopo 10 anni di causa. La Corte d’Appello di Roma le ha riconosciuto, a fronte dei reiterati rapporti di lavoro autonomo, il vincolo della subordinazione a tempo indeterminato a far data dal 1999 con diritto alla ricostituzione del rapporto di lavoro subordinato. La Corte d’Appello ha infine condannato condannato la Rai a un maxi risarcimento danni.

La dipendente Rai, assistita dall’avv. Vincenzo Iacovino, ha ottenuto, dalla Corte di Appello di Roma – sez. lavoro, il riconoscimento della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a far data dal 20.10.1999 con contestuale condanna dell’Azienda del  Servizio Pubblico  Radiotelevisivo alla riammissione in servizio della lavoratrice e condanna al risarcimento del danno pari alle retribuzioni non percepite dal 2011 fino all’emissione della sentenza, il tutto maggiorato con rivalutazione ed interessi oltre le spese legali.
I Giudici della II Sez. della Corte di Appello, presieduta dalla dott.ssa Maria Rosaria Marasco, con la citata pronuncia, hanno accolto le richieste della lavoratrice, stigmatizzando la condotta dell’Azienda di Viale Mazzini che, dopo una lunga serie di contratti di lavoro autonomo simulati, elusivi e illegittimi, si era assicurata la prestazione lavorativa di fatto della dipendente, salvo poi interrompere il rapporto di lavoro nel 2009, dopo oltre 15 anni di attività. Tutto questo è avvenuto in un’azienda concessionaria del  servizio pubblico radiotelevisivo partecipata. 
L’intervento dello Studio Iacovino ha restituito dignità a una lavoratrice a lungo  ingiustamente sfruttata  e sottopagata  e poi  lasciata a casa per quasi 10 anni, nel nome di una politica aziendale ritenuta a più riprese illegittima dai giudici.
Vista l’inerzia della Rai di fronte alla sentenza, la dipendente, assistita dall’avv. Iacovino, ha deciso di dare seguito al titolo giudiziario e ai diritti riconosciuti  pignorando circa 400.000 euro all’azienda chiedendo altresì la regolarizzazione previdenziale per circa 20 anni di lavoro precario. La lavoratrice preannuncia che  si rivolgerà anche alla competente autorità giudiziaria penale e contabile affinché valutino le condotte dei dirigenti Rai che hanno agito in nome e per conto della società che svolge il servizio pubblico radiotelevisivo in concessione con i soldi degli utenti.
Il Caso merita attenzione in quanto pare che in RAI ci siano centinaia di lavoratori tenuti sistematicamente e ingiustamente in condizioni di precariato con l’auspicio che vengano regolarizzati.