Una volta all’interno dello stabilimento nessun pignoramento è stato possibile. L’ufficiale giudiziario ha chiesto la lista dei beni mobili di proprietà entro i prossimi 15 giorni.Il penalista Antonio De Michele che difende la Momentive ha sottolineato oggi la presentazione di un ricorso in Corte di Cassazione a Roma contro la sentenza della Corte d’Appello di Campobasso del 2009 che ha stabilito il reintegro di Pano in azienda. In primo grado Pano non era riuscito a “spuntarla”.
Questo il documento di Pano a fine mattinata:
“Questa mattina, Giovedì 30 Settembre 2010, alle ore 9:30, accompagnato dai legali dello studio Salemme Marianna e Pietro d’Adamo, con la presenza dell’Ufficiale Giudiziario, Dott. Giovanni De Rosa, abbiamo proceduto ad effettuare il pignoramento mobiliare nei confronti dell’azienda chimica MOMENTIVE sita nel nucleo industriale di Termoli. Il direttore dello stabilimento, nonché rappresentante legale dell’azienda esecutata, nell’accompagnarci nello stabilimento, ci faceva notare che sia le materie prime, che i prodotti lavorati finiti, erano proprietà di terze persone.
Gli altri beni mobili presenti in stabilimento (carrelli elevatori, cisterne, rimorchi), venivano dichiarati, sempre dal legale rappresentante dello stabilimento, in leasing. Di entrambi, riferiva di non ricordare nome e ragione sociale.
A questo punto l’Ufficiale Giudiziario, vista la difficoltà ad individuare i beni della MOMENTIVE, e vista la lunga durata della liquidazione, ha invitato il debitore ad indicare la proprietà dei beni presenti in azienda e gli eventuali beni pignorabili, i luoghi in cui si trovano ovvero le generalità dei terzi debitori, avvertendolo che, nel caso ometta di rispondere nel termine di quindici giorni o effettui una falsa dichiarazione, incorrerà nella sanzione prevista dall’art. 388 comma sesto del Codice Penale”.