San Timoteo: il collasso è dietro l’angolo. Eppure, fino a questo momento, i 50 “imboscati”, già smascherati da una inchiesta, tuttora in corso, della Guardia di Finanza, sono rimasti beatemente seduti dietro le loro scrivanie a curare solo qualche pratica amministrativa, per nulla impensieriti della terribile situazione dell’intera struttura nè preoccupati per lo stress accumulati dai colleghi, affaccendati e stanchi. Non sembra averli spaventati nemmeno l’indagine delle Fiamme Gialle che ha preso di mira 50 persone, assunte con una qualifica e ritrovatisi, qualche tempo dopo, “magicamente” seduti davanti ad un pc.
Ma a puntare il dito contro quella che è diventata una vera e propria categoria professionale nell’Asrem di Termoli-Larino, ci ha pensato Gianpaolo Oddis, infermiere professionista in servizio all’Utic e sindacalista della Federazione sindacale indipendente. A Percopo, nel corso dell’incontro, gliele ha “cantate” fino in fondo sul brutto “andazzo” in voga nell’azienda sanitaria della città. “Lavoro come infermiere da 36 anni, di cui i primi 12 trascorsi in Abruzzo, la mia regione, dove ho svolto la vera professione infermieristica e, ahimè, da 24 in Molise dove faccio il barrelliere, l’operatore socio-sanitario, il portantino e qualche volta l’infermiere professionista – ha detto -. Ancora oggi mi è rimasto questo dubbio: forse la specializzazione è servita ad ottonere ad una certa parte di personale una poltrona con relativa scrivania e pc.
Tant’è vero che la maggior parte di questo personale (ausiliari in particolare) che ha ottenuto una specializzazione è stato ormai imboscato già da alcuni anni dall’amico politico di turno”. Dunque esiste una sorta di “classe”, considerata “intoccabile”, all’interno dell’ospedale e degli uffici amministrativi che, per avendo qualifiche infermieristiche, si ritrova a fare tutt’altro.
“Caro direttore Percopo – ha continuato Oddis – è venuto quì al San Timoteo per aiutarci a trovare una soluzione o a illuderci per aver ottenuto, noi stessi, l’ennesima vittoria di Pirro. Qui ci sono infermieri precari da 20 anni ed 1 ausiliare per piano mentre, al contrario, qualcun altro lavora solo due giorni la settimana. In Abruzzo ci sono 2 ausiliari per divisione ed in Puglia i contrattisti sono entrati di ruolo già da un po’ di tempo”.