“Abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra. – chiarisce il Presidente Pecorella – Come auspicato l’Area Marina Protetta Isole Tremiti è al riparo dalla balzana idea di ricercare petrolio nelle sue vicinanze, ma il resto del Gargano e della Puglia sono interamente inclusi nelle zone a disposizione per questo tipo di pericolose operazioni, così come gran parte dell’Adriatico che, va ricordato, è un mare chiuso e in malaugurato caso di incidente su qualche piattaforma, il disastro colpirebbe indelebilmente tutti da Nord a Sud. La linea più morbida adottata dal Ministro Zannotato ci spinge a continuare a perorare la causa di un’Italia che deve vivere attraverso la tutela e la valorizzazione del suo patrimonio dal quale trarre il vero profitto.”
Conclude poi Pecorella “Ci sono tante altre forme alternative e non invasive per fornirsi di energia quali la geotermia e i mini pannelli fotovoltaici per l’autoproduzione sui quali l’Ente Parco sta già investendo anche per diffondere sul territorio questo modus operandi rispettoso dell’ambiente e del territorio, nonché vantaggioso per le tasche dei cittadini”. Il decreto determina un quasi dimezzamento delle aree complessivamente aperte alle attività offshore, che passano da 255 a 139 mila chilometri quadrati, spostando le nuove attività verso aree lontane dalle coste e comunque già interessate da ricerche di Paesi confinanti, nel rispetto dei vincoli ambientali e di sicurezza italiani ed europei. In particolare, il decreto determina la chiusura a nuove attività delle aree tirreniche e di quelle entro le 12 miglia da tutte le coste e le aree protette.