
A pagarne il prezzo, ancora una volta, sono i commercianti locali costretti a fare i conti con i tanti ambulanti che occupano le spiagge. Piccoli e grandi esercenti sono svantaggiati da questa situazione, poiché si attengono scrupolosamente alla normativa vigente in materia di concessioni e rilascio di scontrini o ricevute, a differenza dei girovaghi che non rilasciano regolare fatturazione e non pagano per l’utilizzo del suolo pubblico.
Molti negozianti lamentano, inoltre, una scarsità di controlli e di interventi da parte delle forze dell’ordine per cercare di arginare, o quantomeno frenare, questa situazione che sembra dilagare durante il periodo estivo. È anche vero, d’altro canto, che la percentuale di merce contraffatta che viene sequestrata aumenta ogni anno e che non sempre si riescono a pizzicare i colpevoli sul fatto.
Con la complicità della crisi economica che sta mettendo a dura prova i portafogli degli italiani, questi venditori riescono a piazzare i propri articoli senza difficoltà. Se da un lato acquistare un prodotto a poco prezzo può avere i suoi vantaggi in termini di risparmio economico, dall’altro ci potrebbero essere rischi per la salute. La merce, infatti, non viene controllata prima di autorizzarne la vendita e non sempre se ne conosce la provenienza. E così, di anno in anno, il fenomeno prende sempre più piede e sembra inarrestabile.