Si è svolta oggi a Pomigliano d’Arco, (NA) la manifestazione  a sostegno dello stabilimento Fiat Auto. Questo sito, circa un anno fa è stato interessato da un profondo ammodernamento tecnologico e generazionale, dove i circa cinquemila addetti hanno dovuto imparare a lavorare con i nuovi criteri imposti dalla Fiat diventando uno stabilimento modello. A distanza di un anno, paradossalmente rischia la chiusura nonostante  siano state spese ingenti risorse.

Tutto ciò, non viene ne compreso e tantomeno accattato dai lavoratori e da tutto il territorio, difatti la manifestazione ha registrato circa ventimila partecipanti, oltre alla solidarietà di tutta la città di Pomigliano con la chiusura totale di tutte le attività commerciali, autorità ecclesiastiche, politiche sia Comunali, Provinciali e Regionali; cioè oggi tutto il territorio si è stretto intorno ai circa ventimila lavoratori, (diretti ed indotto) lasciando intendere chiaramente che non permetteranno un ridimensionamento, tantomeno la paventata chiusura dello stabilimento. 

Una delegazione della Fiom Cgil del Molise, ha inteso portare la solidarietà ad un territorio già tanto martoriato da una condizione
socio economica, ed a forte rischio di criminalità organizzata e dove l’unica grande realtà produttiva non deve correre il rischio di essere de localizzata, lasciando le macerie al territorio. 

La Fiom, crede fermamente nel coinvolgimento di tutti per salvare le unità produttive, e la giornata di oggi può essere
di monito anche allo stabilimento di Termoli, dove il futuro del cambio è ancora incerto. Noi, auspichiamo che in tempi rapidi ci venga illustrato un piano industriale  che dia garanzie produttive ed occupazionali a tutti gli stabilimenti Fiat in Italia. Altrimenti, non resta che guardare alle esperienze di altri stati, dove i Governi sono intervenuti direttamente.                                                                                                            

                                               La Segreteria regionale Fiom-Cgil
Michele Di Biase