Non possiamo rimanere inermi di fronte a eventi simili e pur se non abbiamo strumenti efficaci a disposizione, è nostro dovere aprire un confronto con le amministrazioni comunali, le associazioni di volontariato, le Caritas Diocesane e le forze sociali per monitorare la questione. I poveri, gli anziani in difficoltà, i diversamente abili o i dimessi psichici non possono essere abbandonati al proprio destino. Sicuramente non disponiamo di fondi sufficienti per aiutare tutti e affermare i diritti universali di cittadinanza delle persone ma avviare un’attività di accertamento sul territorio per prevenire il ripetersi di altri tragici fatti come quelli di Ripabottoni è non solo auspicabile ma è sicuramente possibile.
Michele Petraroia









