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“A me non interessa – ha dichiarato Velardi – gestire il lavoro o individuare l’ente attuatore. Il problema fondamentale, e l’unico in effetti che ci deve interessare, è quello di individuare il mezzo più idoneo a far ripartire i lavori, e di avere la certezza della loro esecuzione. Da questa attenzione è scaturita la necessità, ma è un obbligo anche di sensibilità verso le popolazioni interessate, di revocare alla Comunità Montana la nomina ad ente attuatore per procedere alla nomina di un diverso soggetto. Quindi il finanziamento rimane, ma cambia solo il soggetto che dovrà curare l’attuazione dei lavori”. Ogni altra competenza, e fra queste anche la procedura di affidamento dei lavori, non appartiene alla Regione che non è ente attuatore e neppure stazione appaltante. Queste competenze appartengono al nuovo soggetto attuatore, che deciderà, nella sua autonomia quale strada seguire sulla base della legge e dei suoi poteri, quale strada seguire. Al Governo regionale interessa solo e semplicemente portare velocemente a buon fine un’opera tanto importante e che aspetta il suo compimento da molto tempo.
Ho preso questa iniziativa di concerto con il Presidente Iorio perché mosso da doverosa sensibilità istituzionale, il resto è materia d’altri in cui non intendo intromettermi se non attraverso una continua vigilanza perché i tempi di realizzazione saranno brevi e rispettati da tutti. Alla gente, al Governo regionale e allo stesso Consiglio regionale interessa solo portare a termine un’opera iniziata trenta anni fa e che non ancora riesce a trovare conclusione. “Ho ritenuto – ha proseguito Velardi – rendere pubblici questi chiarimenti, ma non interverrò più in polemiche che hanno una finalità puramente strumentale ad altro, e non certo in difesa della fondovalle Rivolo”.