Cinque milioni di euro, 145 posti auto e cantieri a ottobre: i numeri del piano Sant’Antonio-Pozzo Dolce. Il progetto esecutivo del 2025 prevedeva 217 stalli, ridotti dalle direttive della Soprintendenza. La Giunta difende la riqualificazione, l’opposizione chiede la chiusura al traffico.

TERMOLI – Cinque milioni di euro. Centoquarantacinque posti auto. Ottant’anni di attesa. I numeri sono questi. A ottobre arrivano le ruspe. L’obiettivo dell’amministrazione comunale di Termoli è chiaro. Smantellare l’asfalto. Piantare alberi. Nascondere le macchine sottoterra. Il progetto divide la città. Da un lato c’è la giunta. Dall’altro l’opposizione.
I conti sono cambiati. Il piano iniziale offriva cifre diverse. La delibera numero 224 del 14 ottobre 2025 parlava chiaro. Il progetto esecutivo, affidato alla COGECO 2025 S.r.l., prometteva di passare da 94 a 217 stalli totali. Oggi la realtà progettuale è un’altra. La conferenza stampa in Comune di ieri mattina ha fissato i nuovi paletti. I parcheggi scendono a circa 145. Saranno 59 i posti interrati sotto Piazza Sant’Antonio e 34 in superficie. A questi si sommano i 52 stalli recuperati nell’ex garage di Pozzo Dolce. La modifica deriva dalle prescrizioni della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Le regole imposte sono rigide. Tutelare le piazze rotonde dell’architetto Antonio De Felice. Ricreare la storica Villa del Popolo. Restaurare la fontana monumentale.
La giunta difende con orgoglio l’opera e il sindaco Nicola Balice sottolinea anche i tempi burocratici. «È un’opera che è attesa dalla nostra comunità da almeno 80 anni». Rifiuta la definizione di semplice parcheggio. «Questo non sarà un parcheggio, perché chiamare la rigenerazione un parcheggio sarebbe riduttivo». L’assessore Enrico Miele segue la stessa linea. «L’intervento non è risolutivo dei parcheggi, non è questa la finalità». La visione punta al recupero ambientale. «Le macchine le mettiamo sotto, con un recupero di spazi e ambientale di due piazze iconiche che oggi sono in situazioni difficili». L’architetto Domenico Colozza garantisce il minimo impatto. «Non abbiamo consumato suolo, non abbiamo consumato spazi e non abbiamo creato altri volumi. Andiamo a fare un recupero di un’area dismessa sia in superficie che in interrato».
Il nuovo progetto però non convince tutti. Dai banchi dell’opposizione Marcella Stumpo sottolinea l’occasione persa. Le auto scenderanno sotto il parco. Continueranno ad arrivare in centro. «Quello che non condivido è il fatto che comunque questa piazza non sarà piena di verde, sarà piena di macchine che arrivano al parcheggio sotterraneo». La sua proposta era drastica. «Sono anni che chiedo la chiusura totale del centro storico a partire dalla Madonnina e l’attivazione delle navette elettriche». Le sue parole non lasciano spazio a compromessi. «Manca quel passo avanti che non avete ancora il coraggio di fare».














PRESENTATO IN COMUNE IL 22 SETTEMBRE 2026










































































