CAMPOBASSO _ Nell’ambito dell’esame del provvedimento 2260 sul rilancio della competitività nel settore agroalimentare che ha di fatto svuotato tutte le iniziative volte alla ripresa del settore, l’on Di Giuseppe ha presentato in Aula due importanti atti volti a preservare le colture biologiche e a tutelare il settore bieticolo-saccarifero.
Di Giuseppe Idv propone: “Logo Nazionale per i prodotti biologici”
“Il settore dell’agricoltura biologica è in evidente crescita e il nostro Paese è all’avanguardia. In Italia si possono contare oltre un milione di ettari di terreno coltivati con criteri bio e circa 50.000 aziende agricole impegnate. E’ evidente che per il consumatore, la garanzia di acquisire un prodotto proveniente da agricoltura biologica è data dall’etichettatura ed è proprio per tutelare i consumatori, ma anche per dare maggiore trasparenza alla filiera, ritengo utile l’istituzione di uno specifico Logo Nazionale che individui tutti quei prodotti biologici che possano vantare la provenienza, ma anche la lavorazione tutta italiana”, è quanto ha dichiarato l’on. Di Giuseppe.
Il Logo Nazionale, consentirebbe all’Italia di competere anche nei mercati internazionali sotto il profilo della genuinità e della sicurezza delle produzioni biologiche oltre che migliorare l’identificazione dei prodotti biologici così da favorire la corretta informazione dei consumatori. L’ordine del giorno che ho presentato è di estrema utilità – continua l’on. Di Giuseppe – poiché considera l’opportunità di istituire il Logo Nazionale dell’agricoltura biologica, riservato ai prodotti biologici per i quali tutte le fasi del processo di produzione sono interamente realizzate nel nostro territorio. Sarebbe l’ideale per la valorizzazione delle nostre produzioni all’interno del sistema agroalimentare. I consumatori sarebbero tutelati e il Logo offrirebbe la certezza del consumo di un prodotto biologico.
“Ho ripresentato poi un emendamento, sempre nell’ambito dell’esame del provvedimento sulla competitività agroalimentare, che rappresenta l’attuazione di un impegno già assunto dal Governo, ma mai mantenuto e che prevede lo stanziamento di 86 milioni di euro necessari a dare ossigeno al comparto bieticolo-saccarifero. La mancata erogazione di questi fondi, mette a rischio la sopravvivenza delle imprese saccarifere italiane perché, proprio in virtù degli stanziamenti previsti per la riconversione e la razionalizzazione degli impianti, si sono sostenute ingenti spese negli ultimi anni. Il venire meno delle risorse sulle quali gli addetti ai lavori avevano fondato un legittimo affidamento, porterà al dissesto finanziario con notevoli ripercussioni sull’occupazione e sui produttori agricoli che non potranno avere il corrispettivo sufficiente a coprire le spese di produzione del prodotto conferito. È necessario – conclude la Di Giuseppe – che il Governo mantenga le promesse e non faccia solo proclami”