“Dobbiamo fare il possibile affinché l’autorizzazione allo studio geologico non si trasformi in una licenza per estrarre eventuali idrocarburi. Nella nostra mente è ancora troppo fresco il ricorso della sciagura che lo scorso anno nel golfo del Messico causò con l’esplosione di una piattaforma off-shore uno dei peggiori disastri naturali della storia, per poter subire a cuor leggero un simile rischio”. Di Falco, che parteciperà convincentemente domani alla protesta che farà base sulla costa termolese, punta i riflettori sulle conseguenze turistiche di un simile scenario.
“Sono queste le occasioni in cui debbano abbattersi steccati ideologici e di appartenenza politica così come frontiere geografiche, tutti dobbiamo impegnarci per evitare che questo rischio vada a concretizzarsi, restituendo al mittente le richieste della Petroceltic in Adriatico. Per lustri interi abbiamo sentito discutere della potenzialità rappresentata dal flusso di vacanzieri che vanno alle Tremiti da poter intercettare e qui, parlo da molisano e da termolese, per vedere vanificare in un solo colpo negli anni a venire l’opportunità di sviluppare un approdo misto, capace di far apprezzare oltre che le bellezze delle Diomedee anche la storia, l’accoglienza e le peculiarità del litorale termolese”.
Il Consigliere regionale del Molise Francesco Di Falco