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L’onorevole Anita Di Giuseppe è il primo firmatario di una risoluzione, condivisa da numerosi esponenti della Commissione Agricoltura, che propone al Governo di adottare urgentemente delle misure per contrastare gli effetti della grave crisi della cerealicoltura in Italia ed in particolare nelle regioni Molise, Basilicata, Calabria e Puglia, dovuta al crollo del prezzo del grano di circa il 60 per cento in sei mesi sul mercato internazionale. Tale crisi – viene spiegato nel documento – sta producendo perdite disastrose per gli agricoltori, molti dei quali rischiano di essere costretti ad abbandonare la stessa coltivazione, con ricadute pesantissime sull’ economia locale e sull’occupazione. La situazione è drammatica, con il prezzo del grano che ha raggiunto valori al di sotto di quelli di venti anni fa che non consentono di coprire i costi di produzione in forte ascesa (+ 61 per cento in un anno per i concimi)”.

A questo si aggiunge anche un altro dato significativo, ossia “un incremento medio del 30 per cento del prezzo della pasta, che peraltro è l’alimento più consumato tra le classi a reddito basso”. Si sottolinea, infine, il ruolo negativo giocato dalle calamità atmosferiche che si sono susseguite in questi ultimi mesi nelle suddette regioni e che hanno comportato notevoli danni alle imprese agricole costringendo in molti casi gli agricoltori a riseminare i campi ridotti a risaie.

Alla luce di questo preoccupante quadro generale si chiede al Governo di impegnarsi a:
• attivare nell’ambito del tavolo verde una sezione specifica di lavoro per quanto riguarda il comprato cerealicolo;
• varare immediatamente le norme applicative della legge 204/2004, per tutti i prodotti agroalimentari, ed in particolare per pane, pasta ed altri derivati del grano, che prevedono, al fine di consentire al consumatore finale di compiere scelte consapevoli sulle caratteristiche dei prodotti alimentari posti in vendita, che l’etichettatura dei prodotti medesimi deve riportare obbligatoriamente l’indicazione del luogo di origine o provenienza della produzione agricola;
introdurre elementi che possono limitare le importazioni di grano, al fine di difendere dalle speculazioni finanziarie in atto i coltivatori italiani, costretti a produrre a costi nazionali ed a vendere a prezzi internazionali;
• intensificare i controlli nei porti e nelle dogane sulle merci agricole importate, con particolare attenzione alla verifica della presenza di microtossine presumibilmente presenti nel grano importato da paesi terzi, i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, non osservano le rigorosissime norme sanitarie a cui sono sottoposti i cerealicoltori italiani;
ad anticipare la erogazione dei premi comunitari PAC relativi all’anno 2009, al fine di dare immediata liquidità alle imprese per affrontare l’anticipazione delle spese di produzione ed il pagamento delle scadenze degli oneri previdenziali, scongiurando gli effetti perversi delle speculazioni sui prezzi.

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