TERMOLI _ Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta dell’ing. Bruno Ramos indirizzata al Commissario Prefettizio del Comune di Termoli.
Il sottoscritto ingegnere Prudente Bruno Ramos si permette di sottoporre alla cortese attenzione della S.V. la situazione in generale del Comune di Termoli, durante la gestione Greco , ed in particolare quella relativa all’urbanistica ed all’edilizia convenzionata, ai fini delle scelte che saranno adottate in vista di un necessario rilancio di questo volano economico della città.
Per meglio conoscere lo stato d’animo degli imprenditori termolesi che si accingono ad utilizzare le agevolazioni previste nella Legge del piano casa, occorre ripercorrere, per sommi capi, la attività svolta dalla Amministrazione Greco in questi ultimi tre anni e mezzo.
Alla vittoria del Sindaco Greco hanno contribuito molti cittadini termolesi, anche non tradizionalmente di sinistra, convinti della necessità di una netta discontinuità con il passato e di un cambiamento radicale, nel senso di una gestione più trasparente e partecipata della “cosa pubblica”.
Questo cambiamento c’è stato, ma purtroppo in peggio, facendo raggiungere alla Amministrazione Greco, ed in pochissimo tempo, il poco invidiabile primato di peggior Amministrazione che Termoli abbia avuto dal dopoguerra, distante anni luce da tutte le amministrazioni di “centrodestra” che l’hanno preceduta e anche dell’altra unica“di sinistra” ( sindaco Di Sapia), decaduta prima della scadenza naturale ,ed alla quale poteva essere imputata l’incapacità ad amministrare, ma non certo di aver operato discriminando le varie categorie professionali ed i cittadini in genere.
Al Sindaco Greco sono bastati pochissimi mesi per dimostrare le sue reali intenzioni:
1) Ha immediatamente scavato un fossato tra la figura istituzionale da lui rappresentata e la cittadinanza dalla quale aveva ottenuto il consenso per una democratica, partecipata e legale gestione della “cosa pubblica”, e negando alla stessa, qualsiasi possibilità di incontro- confronto.
2) Con lo stesso spirito ed attenzione si è prodigato a riformulare una nuova struttura dirigenziale nei punti nevralgici dell’organigramma comunale, emarginando la struttura già esistente e relegandola ad attività marginali. Logicamente pagando i vecchi ed i nuovi dirigenti ed appesantendo enormemente il già dissestato bilancio comunale. La scelta ha una stella polare costante Tutti i prescelti avevano un unico denominatore comune. Erano estranei alla realtà Termolese.
3) Il cinismo politico con il quale, aiutato dalla Legge Bassanini, è stato capace di stravolgere la volontà popolare, allontanando quegli assessori di maggioranza che non mostravano cieca obbedienza nei suoi confronti , pur risultando gli stessi, e con ampi margini, primi eletti, ed essendo quindi stati determinanti per la sua elezione a Sindaco.
E con interventi di alta strategia politica ,dimostrando di possedere doti inusuali per un professionista prestato alla politica, è riuscito ad allontanare, nel tempo, ben quattro assessori ogni qual volta il consigliere o i consiglieri subentranti di quota P.D., partito alleato, erano molto più vicini alla sua posizione che a quella del partito di provenienza.
Con l’evidente risultato di distruggere quel partito politico che gli aveva garantito l’elezione a Sindaco, ma logorando, nel frattempo la sua stessa posizione.
4) Il comportamento tenuto nei confronti degli altri comuni del circondario e delle varie istituzioni territoriali, che hanno provocato l’isolamento politico del Comune di Termoli , con risultati catastrofici. Emblematico quanto accaduto al nucleo industriale, dove con atteggiamenti autoritari, strafottenti e da palcoscenico, con ricorsi continui alla autorità giudiziaria ha ottenuto ,come unico risultato, di restare fuori dalla gestione del Nucleo. Il padrone di casa che viene cacciato dalla sua abitazione E con la beffa di vedere gestire la struttura, faticosamente avviata e voluta dalla classe politica democristiana termolese, proprio da quei comuni che più si erano opposti alla nascita e crescita dell’Ente. Una situazione paradossale che nel futuro andrà corretta per permettere al padrone di tornare nella sua casa e di gestirla, anche se in collaborazione con altri.
5) Il modo approssimato ed autoritario con il quale si è voluto imporre il sistema della raccolta differenziata senza considerare la particolare conformazione orografica del comune di Termoli, che avrebbe dovuto consigliare sistemi diversi di raccolta per le zone periferiche (comprensori) e per la zona centrale da attuarsi magari in tempi diversi. Tutto ciò dopo aver individuata un’idonea area per lo stoccaggio e smistamento dei prodotti raccolti (vedi zona industriale dove c’è la disponibilità di vaste aree già urbanizzate ed a basso costo).
O l’altro inutile contenzioso con la Sorgenia società di proprietà De Benedetti ed installata all’epoca della giunta Di Stasi, per arrivare ad ottenere, come riportato nelle cronache cittadine, meno di quanto la stessa società era disponibile a versare prima dell’inizio del contendere. E per ottenere ciò ingenti spese legali accollate alla collettività.
O l’arroganza e la testardaggine con la quale si è cercato di risolvere , ed imporre, la soluzione del traffico cittadino senza ascoltare i consigli o le richieste dei cittadini e, cosa più grave, senza provare altre soluzioni meno restrittive , con minori disagi per la collettività e magari più efficaci .
6) Il massimo della attenzione il Sindaco Greco l’ha riservata alla questione urbanistica, avocando a se la delega, e gestendola direttamente.
Ha avviato un contenzioso nei confronti di alcune riclassificazioni. Sarebbe stata opera meritoria se avesse riguardato tutte le riclassificazioni, nessuna esclusa e se fosse stato raggiunto il risultato che parte degli ingenti utili derivanti non dall’attività imprenditoriale, ma dall’aumento del valore delle aree, inizialmente non edificabili, fosse finito nelle casse comunali magari sotto forma di contributo per la realizzazione di opere pubbliche.
Tutto ciò non è stato: è iniziato un conflitto, senza esclusione di colpi, nei confronti di alcune riclassificazioni, con quotidiani controlli sui cantieri,denunce alla autorità giudiziaria, sia amministrativa che penale, continue sospensioni dei lavori,diniego di permessi di costruire, sondaggi fatti realizzare su lavori eseguiti da non cedere al comune .Una guerra senza esclusione di colpi. Poi improvvisamente ed imprevedibilmente , è scoppiata la pace.
Per i cittadini di Termoli contano i risultati di questo lungo contendere:
– alla ditta sono stati sottratti complessivamente 5.070 mc di molto inferiori ai circa 44.000 mc previsti dal Comune ed addirittura inferiori ai 5.400 mc che la ditta era disposta inizialmente a perdere .La città di Termoli non ha ottenuto alcun vantaggio dall’accordo in termini di realizzazione di opere pubbliche, anzi ne sono state annullate alcune che in base ad accordi di programma, stipulati con la precedente Amministrazione, la ditta si era impegnata ad eseguire. Sono state imputate invece, alla collettività, i già consistenti acconti sulle competenze professionali per le centinaia di vertenze giudiziarie intentate dalla Amministrazione nei confronti dei lottizzanti. Per i saldi di tali competenze le sorprese saranno tutte per la nuova Amministrazione.
Una sonora sconfitta, con gli oneri tutti a carico della collettività.
La sapiente opera è stata continuata con il blocco della variante al P.R.G.. Con una convincente azione propagandistica, si è fatto credere alla collettività di aver impiantato un perfetto laboratorio urbanistico e di lavorare per la stesura di una variante al P.R.G. ,sintesi del contributo e della partecipazione di tutte le categorie e di tutti i cittadini. Ciò, come al solito ,si è dimostrato non veritiero e dopo tre anni e mezzo non si è raggiunto alcun risultato parziale. Il P.R.G.,nelle intenzioni della Amministrazione ,doveva essere operativo nel giro di due anni.
Contemporaneamente sono state avviate solo due iniziative urbanistiche.
Una sapiente e certosina operazione, preparata e non frutto della improvvisazione, che apparentemente doveva colpire le riclassificazioni ma che di fatto ha provveduto a proteggerle, facendole operare in regime di monopolio, essendo esclusa qualsiasi forma di concorrenza. Nel contempo, mentre queste riclassificazioni si esaurivano si preparava il futuro con l’asse delle uniche due lottizzazioni alle quali è stato dato il via libera . Tutto il resto doveva restare fermo. Per gli altri operatori del settore e per la quasi totalità dei tecnici si proponevano alcune alternative: appendere gli attrezzi del mestiere al chiodo, cambiare mestiere, o cambiare sede.
Ma l’oscar al sindaco Greco deve essere proposto per il suo comportamento nei confronti della edilizia economica e popolare, sia per la sua appartenenza al Partito dei Valori, perchè lui stesso paladino della legalità, che si vanta di aver reintrodotto in Termoli, e perché sindaco di sinistra e quindi ,almeno in teoria,sensibile alle esigenze delle classi più disagiate.
Il Comune di Termoli è stato sempre attivo nel campo della edilizia economica e popolare. Nel giro di venti anni, dalle amministrazioni Di Giandomenico-Montano,”quelle del male assoluto”, sono stati predisposti ben 14 piani di zona, tutti immediatamente esauriti, ed uno ultimo è stato avviato prima del termine della passata legislatura. Le cooperative edilizie hanno sempre assunto la funzione pioneristica e di volano per lo sviluppo edilizio dei vari comprensori. In ognuno di essi prima sono state realizzate le cooperative, poi sono state iniziate le opere di urbanizzazione ed infine si è avviata la edilizia residenziale privata.
Solo per effetto delle riclassificazioni in atto, che prevedono la realizzazione di edilizia residenziale privata per circa un milione di mc (3300 alloggi), nel rispetto dell’art.2 della Legge n°10 del 1977, la Amministrazione Comunale avrebbe dovuto predisporre piani di zona per la realizzazione di edilizia convenzionata e sovvenzionata, da un minimo del 40%(2.200 alloggi) ad un massimo del 70%(7.700 alloggi) del totale di edilizia da realizzare. Il comune di Termoli attualmente è completamente sprovvisto di piani di zona. Sin dall’insediamento di questa Amministrazione e già in precedenza, diverse cooperative edilizie di Termoli hanno inoltrato richiesta per la concessione di terreni edificabili al fine di realizzare interventi costruttivi. Tant’è che la precedente Amministrazione aveva avviato le procedure per la previsione di un piano di zona nel comprensorio Difesa Grande-Colle Macchiuzzo.L’ iter si è interrotto causa il termine della legislatura.
Alle pressanti e reiterate richieste , delle cooperative, si è sempre risposto, ma mai per iscritto, che la edilizia economica e popolare, a Termoli,non si sarebbe mai realizzata. Questa Amministrazione ha provveduto a non completare l’iter del l’ultimo piano di zona già avviato dalla precedente.
Anche con questa scelta la Amministrazione di sinistra ha dimostrato di non essere dalla parte della classi più disagiate sia per il boicottaggio nei confronti della edilizia convenzionata e sia perché non immettendo sul mercato altra edilizia, peraltro a buon mercato, non ha provveduto a calmierare i prezzi del resto.
I cittadini di Termoli, complice anche la difficile congiuntura nazionale, per il particolare modo di gestire la cosa pubblica da parte di questa Amministrazione e per i difficili rapporti instaurati con gli altri Enti territoriali e comuni limitrofi si sentono frustrati. Questo stato d’animo è accentuato in tutti gli operatori del settore edile di Termoli che ritengono la gestione del settore urbanistico sia stato volutamente punitivo nei loro confronti.
In questo particolare momento si inserisce il piano casa che ha ingenerato molto interesse e speranze nei cittadini ed in particolare in tutti gli operatori del settore.
Ma per quanto diremo, e nonostante tutta la buona volontà espressa dal legislatore, sia nazionale che regionale, le possibilità di lavoro per le categorie interessate in riferimento agli articoli 2 e 3 della legge saranno inferiori alle aspettative degli interessati o a quanto, in modo volutamente allarmistico e demagogico ,vogliono far credere i detrattori della Legge .
All’art. 1 di tale legge sono riportate le finalità del piano tutte pienamente condivisibili:
– possibilità di ampliare gli edifici esistenti;
– miglioramento della qualità abitativa e della sicurezza dei fabbricati;
– sostegno del settore edilizio in forte crisi;
– realizzazione di edilizia abitativa a basso costo per le coppie giovani e per le classi svantaggiate.
– All’art. 2, relativo agli interventi di ampliamento di unità abitative esistenti, vengono riportati in maniera chiara le condizioni propedeutiche per l’ottenimento del premio di cubatura per l’edilizia residenziale, o di superficie coperta per le altre attività.
– I premi di cubatura vengono concessi per migliorare la condizione abitativa, la sicurezza sismica degli edifici e la prestazione energetica e comunque per le finalità di cui al punto 1(le stesse)
Ai comma 2,3,4 dello stesso articolo sono previsti premi aggiuntivi del 10%, se si migliora e si riduce di un’entità superiore al 20% il fabbisogno annuo di energia per la climatizzazione invernale in riferimento alla parte di edificio esistente.
Altro 5% se si utilizzano tecniche costruttive e materiali già utilizzati per la parte di edificio esistente.
Altro 5% se si provvede anche alla manutenzione straordinaria dell’edificio esistente.
Viene concesso un premio al singolo proprietario, con premialità aggiuntive, a condizione che venga migliorata la vivibilità dell’unità immobiliare, si provveda ad una sostanziale riduzione dei consumi energetici e si renda l’abitazione antisismica per ridurre gli enormi danni sociali provocati dai terremoti ed i cui costi si fanno ricadere sulla collettività.
Per la prima volta una legge tende a mettere in sicurezza tutto il patrimonio edilizio esistente e quindi una minor necessità di abitazioni nuove costruite con i criteri antisismici e di risparmio energetico.
E’ fuorviante l’affermazione della opposizione che riferendosi alla legge dichiara: “Non si possono piangere i morti e consentire il fai da te in edilizia”.
L’obbligo dell’adeguamento sismico dell’edificio su cui si intende intervenire, oltre che essere riportato chiaramente nell’art 1 e nei comma 1 e 7 dell’art.2, è anche previsto dalle norme vigenti.
Con o senza piano casa , le norme tecniche vigenti prevedono che chi intende intervenire su un edificio esistente con opere di ampliamento o di modifica strutturale o di variazione dei carichi agenti deve provvedere alla verifica sismica dell’edificio ed al conseguente ed inevitabile adeguamento sismico.
Al comma 5 dell’art.2 sono riportate le modalità con le quali l’intervento di ampliamento può avvenire “ può essere realizzato in sopraelevazione, in contiguità o nell’ambito dell’area di pertinenza del fabbricato esistente.
Per fortuna tra le modalità d’intervento è stata prevista la possibilità di realizzare l’ampliamento in contiguità o nell’ambito dell’area di pertinenza e sono state previste alcune premialità aggiuntive perché altrimenti gli interventi di cui all’art.2 , per esempio nel comune di Termoli, si sarebbero potute contare sulle dita di una mano.
Per tutti i comuni non sismici (quasi tutti quelli del basso Molise) , il patrimonio edilizio esistente non rispetta le norme antisismiche . Pertanto per qualsiasi intervento di modifica strutturale , nello specifico ampliamento, occorrerà provvedere ad una verifica sismica ed al sicuro adeguamento sismico .
Interventi onerosi e quindi antieconomici . Pertanto interventi di ampliamento in verticale, sia in fabbricati unifamiliari che plurifamiliari non sono realizzabili.
Negli edifici plurifamiliari gli unici interventi realizzabili sono quelli di chiusura di logge ,balconi e porticati liberi con strutture leggere o realizzare in aderenza all’edificio esistente.
Negli edifici unifamiliari isolati o a schiera, essendo anche per essi antieconomica la soluzione della sopraelevazione, sarà possibile proprio per quanto previsto dal comma 5, realizzare l’ampliamento in continuità all’edificio esistente o nell’ambito dell’area di pertinenza, prevedendo tra l’esistente e la nuova struttura, un giunto tecnico, per non essere obbligati alla verifica sismica ed al conseguente adeguamento sismico dell’edificio esistente, operando sullo stesso solo con interventi di manutenzione straordinaria esterna e di miglioramento della prestazione energetica, per fruire delle premialità aggiuntive.
Nell’art.3 della legge sono previsti interventi di demolizione e ricostruzione sempre al fine di promuovere la sostituzione e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente con una premialità iniziale del 35% e premialità aggiuntive del 5% per l’equipaggiamento, arboreo su almeno il 25% del lotto ed una ulteriore premialità del 10% nel caso in cui siano soddisfatte contemporaneamente le due condizioni:la prestazione energetica globale dell’edificio previste dal D.L. 29.12.2006 N.311 siano migliorate per garantire il passaggio alla classe C e che il 60% dell’acqua calda sanitaria necessaria sia prodotta da fonti rinnovabili .
Anche gli interventi di cui all’art. 3, nonostante le buone intenzioni del legislatore con le premialità aggiuntive non permetteranno un utilizzo su vasta scala. Potranno essere interessati proprietari di ruderi inutilizzabili civili ,industriali o agricoli o proprietari di piccoli fabbricati in cattivo stato di manutenzione con i proprietari già orientati per l’acquisto un nuovo appartamento Difficilmente i proprietari di edifici di grosse dimensioni, in cattivo stato di manutenzione ma ancora utilizzabili si avvarranno di tali benefici. Né tanto meno è ipotizzabile la soluzione di cessione ad una impresa di costruzione. L’onere della permuta sarebbe inaccettabile.
Anche per le agevolazioni di cui all’art. 3 non si verificheranno le previsioni apocalittiche di certa sinistra che ritiene la Legge “eccessivamente permissiva e devastante e…..strizza l’occhio a nuove speculazioni e ad infiltrazioni malavitose negli affari immobiliari”.
La verità sul piano casa è che viene offerto , ai singoli proprietari di unità immobiliari, un premio in cubatura (con nessun onere finanziario per la collettività )per l’ampliamento della propria abitazione alle seguenti condizioni:
-tutto l’edificio venga adeguato sismicamente (e quindi meno probabilità di morti in caso di terremoti e minori oneri sociali per la ricostruzione);
-si provveda ad un sostanziale miglioramento della prestazione energetica degli edifici( con risparmio energetico sia della singola famiglia che a livello nazionale) e minore inquinamento;
In mancanza di tale premialità tali interventi ,onerosi , non si realizzerebbero per cui in caso di terremoti vi sarebbero danni a persone e cose con oneri a carico della collettività.
L’art 6 che prevede interventi straordinari di edilizia sociale o ricettivo complementare è quella che, proprio per la situazione di stallo verificatasi a Termoli durante la gestione di questa Amministrazione in campo urbanistico, sta determinando il massimo di aspettativa negli operatori locali.
Un intervento pertinente per ovviare alla colpevole assenza della Amministrazione in questo settore specifico, che però rischia di lasciare il Comune al di fuori della sua gestione.
Occorrerà quindi che una parte degli ingenti utili derivanti dalla trasformazione di terreni agricoli in aree edificabili, anche se per edilizia economica e popolare, sia riservata alla collettività che comunque acconsente che vi sia questa trasformazione urbanistica. Ciò può avvenire con la realizzazione di opere pubbliche da cedere al Comune. Occorrerà altresì che parte di tali aree edificabili sia messa a disposizione delle cooperative e dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari che non potranno accedere a tali benefici, a cui gli operatori proponenti dovranno cedere parte delle aree edificabili a prezzi fissati dal Comune in analogia a quanto già fatto in situazioni analoghe, e per più di ventanni, dalle precedenti Amministrazioni.