Il movimento, a cui tutti noi credevamo, avrebbe dovuto conservare i valori e principi che ci eravamo dati o meglio: la difesa del cittadino, dei più deboli, delle categorie svantaggiate, della famiglia, dei giovani e per ultimo, ma non per ordine di importanza, degli anziani. Tutto questo si sarebbe dovuto verificare con un’azione politica seria e coerente, ma nel frattempo gli scenari sono cambiati, e soprattutto sono state modificate le battaglie per la difesa di alcuni principi.
Nell’ultimo consiglio comunale, io, e penso di poter parlare a nome di tanti miei concittadini, ho assistito ad un impoverimento della politica. In un momento economico così delicato, forse sarebbe stato opportuno parlare di IMU, ADDIZIONALE IRPEF, BANDIERA BLU, PROGRAMMAZIONE ESTATE 2012 e tanti altri argomenti di interesse comune. Ai lavoratori della Guala, ai lavoratori in generale, agli imprenditori, và sicuramente l’appoggio di tutta l’amministrazione ma penso che la risposta migliore a tutti i disagi a cui quotidianamente ci troviamo di fronte, sarebbe stata quella di parlare dell’aliquota IMU (considerato che i Comuni hanno facoltà di abbassare l’aliquota), dell’IRPEF e di tutti gli altri tagli (in termine di punti %) che un amministratore comunale deve e può fare.
Se poi si parla di coerenza politica, ma non si è in armonia tra quello che si dice e quello che si fa, allora la cosa diventa ancora più demoralizzante. Tantè, che persone contrapposte in battaglie legali fino a poco tempo fa, ora si ritrovano in una strana sintonia. Se un Capogruppo non difende un consigliere appartenente al proprio gruppo, e sposa solo la causa di qualche ex maggioranza, allora è normale che la strada si divide. Se a parlare di coerenza politica e di risposte al proprio elettorato lo dice chi passa dalla maggioranza alla minoranza è normale che non diventa credibile. Se a gridare al fallimento di un progetto politico lo dice chi è stato l’ideatore prima, e componente di giunta dopo, è normale che cresce nel cittadino la sfiducia verso chi rappresenta l’istituzione. Penso che, al di là di quando si andrà al voto, urge il recupero del rispetto delle persone.
La dialettica utilizzata, in consiglio comunale prima, e sugli organi di stampa poi, non appassiona e non risolve i problemi dei nostri concittadini.
Antonio Saburro