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LARINO – Credo che sia giusto riformare e rinnovare l’organizzazione statale che, sempre più, mostra segni di cedimento. Il progetto però dovrebbe essere organico e ben studiato, seguendo un’idea di fondo preordinata al nuovo assetto che si vorrebbe realizzare. Mi sembra invece che si stia cambiando lo Stato per il solo piacere di dire che si sta facendo qualcosa di grande, senza sapere dove si va a finire nè delle conseguenze di questo riformismo a macchia di leopardo. Adesso si è deciso di sopprimere la Corte d’appello di Campobasso e con essa i Tribunali minori esistenti nella sua circoscrizione. Rimarebbe il solo Tribunale di Campobasso e verrebbero meno Larino ed Isernia.
L’assurdo di questo riformismo “alla giornata” è che solo un anno fa si stabiliva la sopravvivenza del Tribunale Frentano anche se con il sacrificio della soppressione della sua Sezione Distaccata a Termoli. Una scelta non priva di spese per le casse pubbliche, poichè il Comune di Larino ha dovuto anticipare le somme necessarie all’accorpamento della sede di Termoli. Un’operazione compiuta rapidamente dall’Amministrazione Comunale per evitare di essere inadempiente all’ordine statale. Ma serviva davvero questa spesa di denaro pubblico se poi si doveva tornare sulla decisione dopo un anno appena? L’iniziale scelta di conservare il ns. Tribunale sta dando un po’ di respiro all’economia stagnate del paese grazie al maggiore flusso di utenti riversatosi sulla nostra citta’; una situazione destinata a cambiare se il provvedimento del guardasigilli dovesse diventare legge.

Infatti il ministro Orlando ha deciso di rimettere mano alla geografia degli uffici giudiziari e di cancellare la Corte d’Appello di Campobasso.
Quest’ultima non avrebbe gli indici previsti di grandezza del territorio, di numero di abitanti, di carichi di lavoro, di tasso di criminalità. Solo ora si accorgono a Roma dell’estensione del Molise e della sua popolazione? Manca, inoltre, il giusto tasso di criminalità quasi a dire che la Procura Distrettuale Antimafia di Campobasso fa bene il suo dovere sradicando i fenomeni malavitosi che tentano di infiltrarsi in Molise.

Ma l’eliminazione della Corte d’Appello porterà via anche la Procura Antimafia e, chissa’, forse allora l’indice tornerà a posto! Con la Corte d’Appello salteranno inoltre il Tribunale del Riesame, la Magistratura di Sorveglianza ed il Tribunale dei Minori, mentre nel distretto non avranno più ragione di esistere i Tribunali di Isernia e di Larino. Questo per fermarsi all’ordinamento giudiziario, ovvio che anche i Comandi regionali delle forze dell’ordine in Molise (Carabinieri, Finanza, Polizia ecc.) alla lunga subiranno un ridimensionamento. Insomma potrebbe essere l’inizio di un processo che mette a rischio lo stesso Molise come regione autonoma.

Vincenzo Notarangelo