Sabato 28 marzo 2026, alle ore 16:00, la cerimonia nei pressi del maniero medievale. L’opera, interamente finanziata dall’associazione Archeoclub di Termoli e dai suoi sostenitori, sarà donata al Comune.

TERMOLI – Lo annuncia il presidente dell’Associazione Archeoclub d’Italia, sede di Termoli, Oscar De Lena, con una nota diffusa questa mattina. «Lo scorso anno l’Associazione dell’Archeoclub d’Italia sede di Termoli dedicata a Federico II di Svevia ha festeggiato 50 anni dalla sua fondazione (1975-2025). A fondarla fu Angelo Benaduce, la stessa persona che a Termoli fondò anche l’AVIS.
Sono presidente dal 2013, quando i soci erano solo 84. Oggi, nel 2026, sono diventati 224: tra le 180 sedi presenti in Italia, quella di Termoli è al secondo posto dopo L’Aquila — davanti a Roma, Napoli, Palermo e molte altre. Tra i presidenti che mi hanno preceduto voglio ricordare: Enzo Antonarelli, Franco Cataldo, Giovannino De Vito, Enzo Fauzia, Rita Macchiagodena, Maria Luciani.
La “mission” dell’Archeoclub di Termoli è la promozione, la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale e storico-archeologico del territorio. Nel Molise, Termoli è l’unica sede presente.
Per ricordare questi primi 50 anni dalla fondazione ho proposto, qualche mese fa, agli amici del Direttivo — prof.ssa Lucia Lucianetti (vice presidente), Giuseppe Corvacchiola (segretario e tesoriere), dott. Antonio Occhionero, ing. Ettore Silverio, farmacista Pasquale Marino e Raffaele Bassani — di far realizzare un busto in bronzo al grande imperatore Federico II, che 800 anni fa fece modificare il nostro castello così come oggi possiamo ammirarlo.
La prima Relazione Paesaggistica prevedeva la collocazione del busto sotto le scalette di accesso al castello, ma la Soprintendenza l’ha bocciata. Insieme con l’ing. Gianfranco Bove, responsabile dei Lavori Pubblici del Comune, abbiamo esaminato alcune alternative e alla fine abbiamo concordato di collocare il busto sempre nei pressi del castello, nella piccola aiuola presente prima di girare a sinistra verso la zona di accesso. Questo ci ha comportato dei ritardi, perché la nostra intenzione era inaugurare nel mese di dicembre 2025: Federico II di Svevia era nato a Jesi il 26 dicembre 1194 ed era morto il 13 dicembre 1250, a soli 56 anni, a Castelfiorentino, nei pressi di Torremaggiore.
A settembre 2025, non appena avevo proposto al nostro sindaco, avv. Nicola Balice, l’idea di realizzare il busto, la sua risposta fu: “Oscar, è una cosa meravigliosa”.
Ma quali furono gli eventi storici che legano Termoli con Federico II?
Nel 1239, Federico II autorizzò lo svolgimento di un mercato settimanale, da tenersi il lunedì, entro la cinta muraria. Nel 1240, una flotta di 40 galere veneziane transitò nel nostro tratto di mare: i veneziani erano Guelfi e sostenevano papa Gregorio IX, mentre Termoli era Ghibellina e devota all’imperatore. I veneziani bombardarono quello che allora era soltanto un torrione, e Federico II inviò successivamente i suoi Provisores — ingegneri e architetti — a redigere un inventario di circa 200 tra palazzi e castelli da ristrutturare. Nello “Statutum de reparatione castrorum” il castello di Termoli figurava tra i 23 “castra” di Capitanata da “riparare”.
Questo nuovo monumento sarà un ulteriore motivo per far arrivare a Termoli studiosi della vita di questo grande imperatore, lo Stupor Mundi e il Puer Apulia.
Sono arrivati anche due messaggi: uno dal sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmonte, città natale dell’imperatore, e uno dal vice sindaco e assessore alla Cultura di Torremaggiore, Ilenia Coppola: saranno letti durante la cerimonia. È mia intenzione creare un itinerario turistico storico ed enogastronomico che colleghi Jesi, Termoli, Torremaggiore e Castelfiorentino.
Sono in contatto anche con amici in Germania per coinvolgere studiosi tedeschi della famiglia degli Hohenstaufen, a cui apparteneva Federico Barbarossa, nonno di Federico II di Svevia.
A realizzare la bozza in argilla è stato lo scultore termolese Michele Carafa, autore di numerose opere, tra cui la panchina sul Corso Nazionale dedicata a Benito Jacovitti. La fusione in bronzo è stata effettuata a Napoli, presso la Fonderia Di Giacomo. Il busto pesa circa un quintale. Per il basamento in pietra di Apricena ci siamo avvalsi del Laboratorio del marmista Antonio Cascavillo di Termoli.
Per i suggerimenti in fase di realizzazione del modello in argilla abbiamo contattato il prof. Pasquale Corsi, ex docente dell’Università di Bari e direttore della rivista “Archivio Storico Pugliese”, organo ufficiale della Società di Storia Patria per la Puglia, di cui è presidente.
L’intera somma spesa per la realizzazione dell’opera è stata completamente a carico dell’associazione, grazie alle offerte dei soci e dei seguenti sostenitori: Calzolaro Autolinee, Cala Sveva, Hotel Meridiano, Prestiter, Pastificio Colavita, AVIS, BCC Abruzzo e Molise, Montesanto, Occhionero Costruzioni, Copy Art.
Dopo l’inaugurazione, che si terrà sabato 28 marzo alle ore 16, l’Archeoclub donerà il tutto al Comune di Termoli».




















