A finire nel mirino dei Nas del capoluogo: medici, veterinari, impiegati amministrativi ed infermieri. Le accuse per tutti e 52 gli operatori indagati dai militari sono di truffa e falso. Secondo il penalista termolese Dominico Bruno, che ha depositato il ricorso per alcuni medici coivolti nell’indagine, “non si giustifica la misura interdittiva rispetto al comportamento dei miei assistiti. Per tale motivo chiedo la revoca o l’annullamento di questo provvedimento”. Bruno ha anche chiesto la discussione in tempi brevissimi del ricorso penale. “Ho fatto anche di piu’ – ha aggiunto il noto avvocato del centro adriatico -, ho gia’ presentato anche una richiesta di rinuncia ai termini di 10 giorni di tempo per la preparazione della trattazione dell’azione legale affinchè ci sia la discussione immediata del ricorso”. Secondo Bruno che motiva in 15 pagine l’azione legale: “in sede penale, certamente non ci sono le esigenze cautelari in quanto i fatti sono datati nel tempo e non ripetuti più”.
Dello stesso avviso altri legali del posto che hanno anch’essi depositato ricorsi al Tribunale del Riesame di Campobasso. Saranno i giudici di Campobasso chiamati ad accogliere o meno i ricorsi presentati decidendo se procedere o meno con le interdizioni dai pubblici uffici per il periodo di 2 mesi. In ogni caso l’aspetto penale non è l’unico che riguarda tutti e 52 i dipendenti dell’Asrem finiti nell’indagine dei Nas di cui 30 interessati dalle sospensioni dal posto di lavoro. Sul loro capo pendono anche possibili sanzioni amministrative che potrebbero dimostrarsi più pesanti delle iniziative giudiziarie come il licenziamento nei casi più gravi.