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Oreste Campopiano
Oreste Campopiano
TERMOLI _ Il 17 febbraio scorso il Presidente tedesco on. Christian Wulff ha rassegnato le dimissioni dalla carica istituzionale da lui ricoperta,solo perché la Magistratura del suo Paese aveva richiesto l’autorizzazione parlamentare ad indagare su di lui circa un prestito ricevuto (allorquando era Governatore) dalla moglie di un uomo di affari. Nella circostanza, seduto al fianco del Cancelliere Angela Merkel, l’on Wulff ha testualmente dichiarato:

La Germania ha bisogno di un Presidente che non ha solo il sostegno della maggioranza del Parlamento, ma di una grande maggioranza di cittadini. Gli sviluppi delle ultime settimane mi hanno fatto vedere che la fiducia nei miei confronti è gravemente compromessa, per questo ho deciso di dimettermi”.

Solo qualche giorno più tardi, nella tarda serata del 22 febbraio, il Governatore del Molise Michele Iorio veniva condannato da un Tribunale della Repubblica ad un anno e mezzo di reclusione con interdizione dai pubblici Uffici, perché ritenuto colpevole di abuso di Ufficio, di un reato grave commesso nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche ed istituzionali di Presidente della Regione. La reazione? “Farò valere in appello le mie ragioni. Dimostrerò la mia innocenza. Non mi dimetto”. Legittimo caro Presidente, giuridicamente legittimo,ma mi consentirà, politicamente ed istituzionalmente orribile. Già perché qui non è in gioco il solo “sospetto” di una azione non lineare nella condotta di un uomo pubblico, come sembra sia stato per l’ex Presidente tedesco. Nel Suo caso, sig.Presidente, i fatti che le sono stati contestati sono stati dapprima sottoposti al vaglio di un Giudice in sede di udienza preliminare e successivamente condannato da un collegio di altri tre Giudici per un reato, quello di abuso di ufficio, connesso alle Sue funzioni istituzionali.

La differenza mi consentirà è notevole, ma le conclusioni paradossalmente sono differenti: il primo di fronte al sospetto si è dimesso; il secondo di fronte ad una condanna, resiste. Potrà sembrarle strano, ma non mi unisco al coro dei tanti che le hanno chiesto di dimettersi .E sa perché? Perché Lei avrebbe dovuto farlo già prima di ricandidarsi per la terza volta a Governatore della Regione, allorquando utilizzando scaltramente la non commendevole disponibilità di un Governo “amico” ,le è stato consentito di nascondere la Sua incandidabilità per le ben note ragioni scritte in una legge dello Stato pubblicata con colpevole quanto sospetto ritardo in Gazzetta Ufficiale. Ma avrebbe dovuto farlo anche immediatamente dopo quelle elezioni (tuttora sub judice), allorquando ,dopo circa un mese di conteggi e “verifiche”, è emerso evidente che il Suo risultato elettorale era niente più che una sconfitta sonora, avendo ottenuto circa l’11% in meno delle liste che erano a Lei collegate e comunque molto meno della metà degli elettori che si sono recati alle urne.

Converra’ con me che anche il Molise, come la Germania, non ha bisogno del sostegno di una maggioranza numerica in consiglio, ma della grande maggioranza dei cittadini. E questo Lei non l’ha più da tempo in quanto la fiducia dei Molisani nei Suoi confronti è gravemente compromessa. Ciò che il Tribunale di Campobasso le ha detto “in nome del Popolo Italiano” i Molisani liberi glielo hanno gridato prima “in nome del popolo molisano”. E’ per questo che Lei dovrebbe avere un gesto di rispetto,almeno della Istituzione che (ancora) rappresenta, non dimettendosi solo per la condanna subita, ma prendendo atto delle dimissioni che i molisani Le hanno “rassegnato” ormai da tempo.

Oreste Campopiano