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Grazie Sindaco, grazie consiglieri di maggioranza, grazie per non aver preso in considerazione le mie proposte per arrivare ad una tassazione più giusta e sostenibile dei tributi locali.
Le aliquote IRPEF, TARI, TASI e L’IMU sono rimaste tutte invariate, compresa l’aliquota sull’IMU agricola, nonostante l’ impegno preso dal Sindaco con i coltivatori a inizio anno. A questo punto posso dire tranquillamente che il Sindaco ha tradito un impegno.
Il 10 marzo 2015, a margine di una riunione indetta dal comitato spontaneo per la difesa dell’Agricoltura nel basso Molise nella sala consiliare del Comune, il Sindaco prendeva un impegno ben preciso, quello di portare per il 2015 l’aliquota Imu dei terreni agricoli al minimo stabilito dalla legge, o meglio al 4,6 per mille.
Quando a gennaio affermavo sui quotidiani locali, che da parte del Sindaco Cammilleri vi era solo uno spot del momento sulla questione Imu agricola, non dicevo nient’altro che la verità. In effetti oggi, il Sindaco e la maggioranza riconfermano l’aliquota al 7,6 per mille.
Tra qualche mese, gli agricoltori che non hanno versato l’Imu 2014 (per necessità), si vedranno arrivare a casa cartelle per il recupero delle somme dovute con tanto di interessi e sanzioni.
L’evasione non si combatte affidando necessariamente la riscossione a ditte esterne (importo a base d’asta pari a 285.000 euro), ma l’evasione la si può arginare con una tassazione più sostenibile e magari contemporaneamente applicando il cosiddetto “Baratto amministrativo” da me proposto alla maggioranza e che già altri Comuni in Italia hanno deciso di applicare. Dal 2011 al 2014, le entrate nelle casse comunali (grazie alle tasse pagate dai cittadini) sono aumentate del 36 %, circa 1.800.000 in più di entrate all’anno, per arrivare al 2017 con circa 2.200.000 di tasse in più (prendendo come riferimento l’anno 2011).
Io credo, che con un maggior controllo sugli appalti pubblici (cercando di capire il perché i ribassi sono sempre con percentuali bassissime e magari fare bandi di gara invitando più ditte rispetto al minimo consentito per legge), un dimezzamento o azzeramento delle indennità di funzione di tutto il consiglio comunale, un minor ricorso ad incarichi professionali esterni, una maggior oculatezza nel dare i contributi ad associazioni presenti sul territorio, una migliore gestione dei parcheggi a pagamento a Campomarino Lido, una convenzione con quota fissa annuale per incarichi legali, un taglio delle assunzioni a tempo, e tanto altro ancora, si sarebbe potuto arrivare sicuramente ad una minore tassazione. La verità è che quando si tocca qualcosa che ci appartiene (come per esempio le indennità di funzione) forse è meglio restare insensibili e dire che nulla si può fare. Infatti, il solo azzeramento delle indennità di funzione avrebbe consentito l’abbattimento dell’aliquota IRPEF allo 0,4 e anche più. Invece, è meglio far restare l’aliquota allo 0,5 (come avviene sistematicamente dal 2008) che dare un segnale di concretezza e reale volontà di abbassare le tasse.
Se la spesa del personale non diminuisce, se quella degli incarichi esterni aumentano, se la maggior parte delle gare di appalto finiscono con ribassi minimi e tanto altro ancora, è normale che le tasse non riusciremo mai ad abbassarle. E allora, è più semplice e comodo dire che si è fatto il massimo sforzo per farle restare come quelle del 2014, che cercare soluzioni alternative ad una tassazione per molti diventata oramai insostenibile. Pertanto, non ho potuto fare altro che confermare il mio voto contrario su tutte le imposte deliberate. Concludo : non avendo avuto la possibilità di farlo in consiglio comunale, data la loro assenza, saluto e auguro buone vacanze ai colleghi che siedono con me in opposizione.
Gruppo Consiliare “Campomarino nel Cuore”
Antonio Saburro
Antonio Saburro