CAMPOMARINO _ Svolgere attività politica, oggi, non è facile. Il compito dell’opposizione, quindi il mio attuale ruolo, è quello di controllo e verifica del modo di agire di questa amministrazione. Lo faccio nella consapevolezza che, soprattutto agli occhi di Sindaco e Assessori, appaio come il solito rompiscatole, il solito controllore, ma anche nella convinzione espressami da molti cittadini campomarinesi che sono “l’unico a fare opposizione” senza se e senza ma. Se ad un certo punto della propria vita si decide di intervenire nell’ambito politico, lo si fa mettendoci principalmente la propria faccia, il proprio essere e chi decide di partecipare ad una competizione elettorale deve poi assolvere al proprio mandato, responsabilmente e con coraggio, anche facendo scelte alle volte impopolari che possono offuscare il consenso momentaneo, ma che alla lunga si quelle giuste ed al fianco dei cittadini. Questa premessa è per sollecitare coloro i quali, come me del Partito Democratico, oggi si trovano tra i banchi dell’opposizione ad essere vivi e presenti tangibilmente, con una incisività maggiore contro questa amministrazione assente e lontana dalle vere esigenze e sviluppo della nostra cittadina.
Un’amministrazione presente sui media solo con comunicati stampa che riguardano spostamenti di concerti, annullamenti di serate, fasi preparatorie ai concerti, dichiarazioni alquanto discutibili sul porto e la sua gestione, ma nessuna concretezza: azione amministrativa nulla! Chi gestisce il turismo ed il commercio, non avrebbe dovuto preoccuparsi, in occasione delle recenti festività patronali, anche dell’igiene pubblica degli ambulanti che svolgono attività commerciale? E se questa manca non ci dovrebbe essere qualcuno che si domanda come siano stati organizzati i servizi igienici per quelle persone che sono state per quattro/cinque giorni accampate per il corso di Campomarino e che hanno “scaricato” i bisogni fisici sulle scalette di collegamento con Via della Stazione? Oltre a rilasciare dichiarazioni bisogna organizzare a 360° anche il contorno dell’evento, magari con bagni chimici a disposizione ed evitare l’umiliante situazione in cui versano gli ambulanti, ma anche i nostri cittadini che usufruisco di quelle scale per raggiungere il centro del paese.
Il “profumo di viole” durante e dopo le bancarelle era nauseabondo. Peraltro non mi risulta che siano state lavate e disinfettate! Per non parlare della magnanimità con cui si elargiscono contributi e sovvenzioni, ovviamente di soldi pubblici e che non vorrei si tramutasse in qualcos’altro. Non credo sia buona pratica amministrativa sfruttare la debolezza di famiglie che in questo momento di crisi hanno necessità di lavoro. Potrebbe instaurarsi un meccanismo perverso. Il lavoro deve essere una priorità per tutti e tutti devono avere l’opportunità di lavorare, in modo trasparente; davanti alle difficoltà siamo tutti uguali, non si viene scelti solo perché si è iscritti ad una associazione o ad una agenzia di lavoro di Milano. Ultima considerazione, e forse la più curiosa ma anche la più dolorosa proprio per la premessa fatta, ho notato che nelle ultime riunioni di giunta municipale la presenza dei consiglieri/assessori è risicata.
L’atto giuntale, che è di indirizzo esecutivo dell’amministrazione e del Sindaco, registra la presenza – in media – di 4 Assessori su 7, la cui presenza oscilla tra il 73,7% e l’ 84,02%. Problemi di maggioranza anche in giunta per il Sindaco? o va registrato come un non assumersi la responsabilità delle decisioni su certi argomenti? Ambedue le soluzioni appaiono fallimentari. Lo stesso Sindaco è stato presente in giunta, da maggio, solo per il 52,60% (10 volte su 19). Se questa è la “maggioranza” che ci deve guidare per altri due anni, ne possiamo fare a meno. Amministrare la nostra comunità significa ben altro! Alla luce di tutto questo, rivolgo un appello a quelle componenti che non accettano più il modo di fare di questa amministrazione, invitandoli a rivedere le proprie posizione e responsabilmente firmare una mozione di sfiducia al Sindaco, facendo così ripartire una programmazione seria (termine altisonante per chi non è abituato a programmare ma, viceversa, naviga a vista) per lo sviluppo dell’intera area campomarinese.