CAMPOMARINO – I consiglieri di minoranza Cordisco, Romano, Saburro e Tavormina informano i cittadini che con il d.l. n. 4/2015 è stato posticipato il paga – mento, per l’anno 2014, dell’IMU sui terreni agricoli al 10 febbraio p.v. in quanto sono stati fissati i nuovi criteri per il pagamento dell’imposta, rispetto al d.m. del 28 novembre 2014. Rispetto ai nuovi criteri altimetrici, si privilegia la vecchia definizio – ne dell’ISTAT (legge 991/1952) con la classificazione dei comuni: in montani (T), parzialmente montani (P), non montani (NM). Il provvedimento, prevede l’esenzione «ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati come totalmente montani» e «ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali ubicati nei comuni classificati come parzialmente montani….». Questo vuol dire, purtroppo, che a Campomarino non sarà possibi – le beneficiare di alcuna esenzione ed i nostri agricoltori saranno costretti a pagare entro il 10 febbraio questo ulteriore balzello.

Ma come si calcola l’IMU?
Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali si calcola il reddito dominicale (il reddito relativo alla proprietà e non all’attività agricola) aggiornato del 25% e moltiplicato per 75. In questo modo si trova la base imponibile alla quale va applicata l’aliquota decisa dal Comune, che per Campomarino è del 7,6 per mille. Per chi non è agricoltore professionale o imprenditore agricolo l’IMU viene quasi raddoppiata, poiché il reddito dominicale, sempre aggiornato del 25%, viene moltiplicato per 135.

Alla luce di tutto ciò, riteniamo indispensabile continuare a chiedere ulteriori modifiche al decreto legge, allargando la platea che beneficia della esenzione anche ai coltivatori diretti ed agli imprenditori agricoli dei comuni non montani, proprio per una questione di legittimità costituzionale. Al contempo chiediamo all’Amministrazione Cammilleri, vista la mancata deliberazione dell’aliquota da parte del Comune, di portare la tassazione al 4,6 per mille e di stabilire le agevolazioni del caso. A nulla servono i ricorsi se poi non seguono i fatti.