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CAMPOBASSO _ Una telefonata al servizio “117”, recante tutti gli ingredienti di un vero e proprio “S.O.S.”. Dall’altro lato della cornetta, la voce di un giovane in evidente stato di disagio. Gli operatori della Sala Operativa inquadravano prontamente la drammaticità del contesto: la conversazione veniva quindi “tirata per le lunghe”, al fine di impedire all’interlocutore di riattaccare. Qualche parola di conforto, e dopo pochi minuti, fatti e circostanze apparivano già ben delineate. Il giovane precisava di aver raggiunto Campobasso da un paese della provincia di Foggia; con voce agitata, palesava disagio, sofferenza e disorientamento. Ed ancora, aggiungeva di trovarsi presso il terminal bus di Campobasso. Mentre il dialogo veniva incanalato verso toni di maggiore serenità, altri operatori dirottavano sul posto una pattuglia di Baschi Verdi, impegnata in quel momento nelle vie del Capoluogo, nell’ambito degli ordinari servizi istituzionali.

Impedire gesti estremi, tutelare nel contempo l’ordine e la pubblica incolumità: gli operatori del servizio “117” centravano in pieno tutte le intenzioni e gli scopi che si erano prefissati. Attivata anche un’ambulanza, ai fini di ogni utile parere e consulto sanitario. Il giovane veniva quindi assistito e rifocillato dalla pattuglia del Corpo ed accompagnato presso gli Uffici di Piazzetta Palatucci, in attesa di essere raggiunto dai genitori, prontamente contattati dalla stessa Sala Operativa del Comando Provinciale G. di F. di Campobasso.