LARINO  – Una nuova minaccia incombe sul Molise ed in particolare sull’area frentana della Regione. Il Governo nazionale ha in atto di porre in essere una nuova revisione della Geografia Giudiziaria che, ove posta in essere, finirebbe per privare il Molise del Presidio costituito dalla Corte di Appello ed il Basso-Molise dal Presidio costituito dal Tribunale di Larino. Non è difficile immaginare quali conseguenze potrebbe avere questa nefasta novità, sia in termini di occupazione che in termini di vivibilità di aree che nonostante siano aree di frontiera hanno ben retto contro le infiltrazioni criminali, provenienti delle aree limitrofe. E’ necessaria pertanto una mobilitazione popolare perché si riesca a convincere chi di dovere che non può né deve essere perpetrato in danno del Molise e in particolare in danno delle già sacrificate aree del Basso Molise un’ulteriore ingiustizia che porterebbe alla desertificazione di intere zone.

Il Comune di Larino, quale Comune capoluogo del circondario, e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Larino, quale interprete dei bisogni e dei diritti della gente del Molise INVITANO Le istituzioni e la classe politica intera a dare supporto alle aspettative di tutela di cui la gente del Molise e quella Basso molisana in particolare, sente la necessità INVITANO i cittadini tutti, le associazioni sindacali, gli ordini e le associazioni professionali, le associazioni di volontariato, a mobilitarsi contro la paventata ingiustizia, INVITANO i Sindaci del circondario a farsi latori, presso le Comunità amministrate, del grido di dolore che deve alzarsi da tutti i Comuni del Basso Molise CONVOCANO per il giorno 29 settembre 2014 alle ore 16.00 presso la Sala Convegni dell’Ospedale Vietri di Larino, una assemblea popolare alla quale sono invitati i Parlamentari, i Consiglieri Regionali, i Consiglieri provinciali, i Sindaci e gli amministratori, i Sindacati, le Associazioni tutte, i cittadini, per dar vita ad un movimento di operatività e di opinione, al fine di evitare che sia inferta un’ulteriore ferita in danno di una comunità già lesa.