CAMPOMARINO _ All’ennesimo tentativo del Sindaco di Campomarino, usando ancora una volta un giornalino locale, di gettare ombre su di me o sul mio operato da assessore, mentendo ben sapendo di mentire, dico basta. Queste continue pinocchiate di Cammilleri mi costringono ancora una volta, per l’ennesima e spero ultima volta, a dare spiegazioni circa le motivazioni che mi hanno indotto a rassegnare le dimissioni da assessore. Sono stato uno dei principali ideatori della lista “Noi Campomarino” con l’unico scopo di dare un’alternativa al paese. L’intento era quello di unire giovani e meno giovani che condividessero un progetto che andava oltre il mero interesse politico di partito o personale e dare una svolta a Campomarino. Credo di aver sempre lavorato per il bene di tutti cercando di dare risposte a tutti e mai interponendo interessi personali, lavorando per la fatidica svolta. Non ho mai pensato di essere più bravo o di sapere più di altri ma certamente ho lavorato tanto, forse tanto da diventare ingombrante, per qualcuno un problema.
Il Sindaco Cammilleri, a parer mio, non vedendo interessi direttamente riconducibili alla mia persona, ha avuto grandi difficoltà a comprendere i motivi del mio impegno, e questo suo disorientamento, dovuto probabilmente al suo modo naturale di condurre le cose, lo ha portato a vedermi come una…….. minaccia. In più occasioni ho manifestato la mia insoddisfazione nel vedere la mancanza di un serio lavoro di squadra, per lungo tempo e molto prima delle provinciali, desistendo dal dimettermi solo nella speranza che qualcosa cambiasse. Ho cercato il confronto ed il alcune occasioni anche lo scontro con il Sindaco, senza mai ottenere reazioni o impegni verso le problematiche della città. Il mio disappunto, e non solo mio, ribadito nelle poche e ridotte riunioni di maggioranza era sempre lo stesso, maggiore attenzione per una sana crescita della nostra città, che possiede tutte le qualità per emergere e superare questi periodi di grave crisi. Per credere nella propria città, per farla crescere, per esaltarne le migliori qualità bisogna conoscerla nel territorio e nelle persone, bisogna viverla, bisogna confrontarsi con le cose buone e quelle meno buone, bisogna amarla. Io, mi sono fatto da parte per rabbia verso l’egoismo e per amore verso la mia città .
Se il Sindaco Cammilleri è contento della mia “nuova collocazione” e del fatto che senza la mia ingombrante presenza “finalmente l’amministrazione è libera” , ricordo che e’ oltre un anno che gli ho liberato la scena ma a tutt’oggi, purtroppo, restiamo in attesa di vedere l’annunciato, alle mie dimissioni, rilancio di questa amministrazione. Fini ad oggi ho, abbiamo solo udito proclami ed annunci, maggiore qualità nei servizi pubblici, videosorveglianza, sviluppo del Porto turistico, grandi opere pubbliche, accordi di programmi per il bene del paese, impianti sportivi, snellimento delle procedure amministrative, nuova viabilità, raccolta differenziata, attenzione al comparto turistico, sviluppo e modernizzazione delle contrade, attività culturali, giovani e scuola, ecc. ecc. . tutte cose che pur rientravano con grande entusiasmo nel programma elettorale condiviso, cose per le quali nulla o poco si è fatto e ancor peggio nulla e poco si è programmato. Penso che il dover imporre e/o accettare scelte personalistiche, l’apporre veti su cittadini che hanno amici che la pensano diversamente, scaricare sempre le colpe sugli altri e’ oltre che ridicolo un atteggiamento che Campomarino non si merita dal suo rappresentante istituzionale.
Il mio fallimento, perché tale lo sento, è stato il partecipare alla scelta del candidato Sindaco, ero certo che la scelta fosse caduta su di un giovane soddisfatto e non bisognoso, un giovane che anche per storia familiare era destinato a fare, a rappresentare il valore e le potenzialità di Campomarino per tutti i Campomarinesi, mi sbagliavo. L’arroganza, l’infantilismo, l’egoismo, l’invidia, l’incapacità di dedicarsi e sacrificarsi per il bene comune, la mancanza di volontà nel lavorare, nel prendere decisioni per il bene di Campomarino hanno minato irrimediabilmente la fiducia e purtroppo reso vano il sogno della svolta.
Alessandro Di Labbio