In poco più di un triennio si sono letteralmente “bruciate” le lungimiranti prospettive di quel “cambiamento” , di quella rivoluzione liberale che era stata promessa e che invece si è impantanata dapprima nel lungo e sterile confronto-scontro con l’on. Fini, quindi all’interno delle due più grandi componenti della maggioranza; da ultimo di fronte agli appetiti dei cd. “responsabili”.
Ma il vero problema oggi, in Italia come in Molise, non è quello di tirare a campare, ma di costruire una alternativa al sistema che in termini di capacità e di efficienza sia innanzi tutto utile a ridare fiducia ad una realtà depressa; a riavviare la macchina della Politica; a scommettere sulla costruzione di una vera e lungimirante classe dirigente . Quanto alla mia realtà, resto convinto della necessità di uno scatto di orgoglio, di un vero e proprio “patto per il Molise” da stringere con le categorie produttive, le associazioni, i professionisti ed i cittadini nell’ambito di una coalizione, la più ampia possibile, di forze politiche e sociali, che sia espressione del superamento delle strette logiche di appartenenza e di quel modello deteriore che distorce e droga i criteri di rappresentanza democratica, costituito dalla pluralità di liste e di sigle assemblate attorno al prescelto di turno .
Tanto nel delicato tentativo di riattivare le energie culturali ed economiche del territorio nell’ambito di un disegno programmatico articolato e condiviso. Non dobbiamo però nasconderci le difficoltà di questo percorso connesse agli interessi in campo, alle divisioni (sospette) di una sinistra allo sbando; alle giuste aspettative di chi si è speso e di chi vuole condividere il nuovo corso; alle rigidità di un bilancio ridotto ai minimi termini da chi ha amministrato ed amministra tuttora la Regione.
Nell’ambito di questa delicata operazione per uscire dall’isolamento è imprescindibile il contributo convergente di tutti ,perchè ci sono momenti della storia politica nei quali bisogna avere il coraggio di esserci in prima persona, di scommettere senza timori e senza ipocrisie. Un nuovo corso è necessario e possibile per guidare i processi di modernizzazione, di trasparenza e di partecipazione .Le alternative ci sono, sono possibili e concrete. Basterà solo crederci.
( Avv.Oreste Campopiano)