Oreste Campopiano
TERMOLI _ In una recente intervista l’on.Sandro Bondi che, oltre ad essere Ministro dei Beni e le Attivita’ culturali e’ uno dei tre coordinatori nazionali del P.D.L., ha detto che il nuovo Partito, oltre ad avere una leadership forte ed incontrastata “ …ha bisogno di sviluppare una vita democratica interna aperta e pluralistica.” Come non essere d’accordo con Lui. Invero il principio fondante di ogni formazione politica moderna e’ proprio quello del pluralismo, del confronto democratico, della apertura alla societa’ civile, della quale il partito deve essere capace di interpretare esigenze ed aspettative. In altri termini il leaderismo, il verticismo ed il dirigismo, se in determinati momenti sono necessari per costruire il consenso, viceversa il confronto, l’apertura e la partecipazione democratica sono elementi indispensabili per conservare ed ampliare quel consenso. Questo principio di democrazia politica e’ emerso dal recente congresso fondativo del PDL.

Ma tra il dire ed il fare c’e’ di mezzo il mare e, come spesso accade, dietro le buone intenzioni si nascondono le insidie. Ed in politica la insidia e’ sempre la stessa: chi detiene il potere decisionale non e’ disponibile a concedere nulla, anzi e’ incline ad evitare il dibattito ed il confronto perche’ in tal modo quel “potere decisionale” potrebbe ridursi o essere messo in discussione. E se al centro c’e’ almeno una benevola predisposizione al dibattito interno ( non fosse altro perche’ i gruppi dirigenti dei partiti confluiti nel PDL reclamano legittimamente il loro spazio), in periferia la logica e’ davvero piccina , quasi da “comitato di salute pubblica” di giacobina memoria.

Non credo di dire cose troppo lontane dal vero se sottolineo che dopo il congresso di fondazione e la conseguente “ investitura” dei coordinatori regionali e dei loro vice, non e’ stata mai convocata una sola riunione, ne’ vi e’ mai stata occasione di confronto o di incontro inteso alla costruzione del Partito in Regione. Eppure le occasioni non sono mancate: dal voto europeo, alle amministrative provinciali di Isernia e comunali del capoluogo ; il rinnovo della Presidenza e dell’Ufficio di Presidenza della Regione.

Tutto questo nel piu’ assoluto e fragoroso silenzio. Allora qualcuno dovra’ pur spiegarci se si vuole effettivamente costruire quel partito network che Berlusconi ha immaginato per dare finalmente voce alla gente o invece se si intende perseverare nel tenere in piedi solo una sigla da gestire di volta in volta secondo necessita’, priva di strutture organizzative e di organi decidenti democraticamente eletti. Queste domande attendono una risposta urgente e con fatti visibili e concreti. Perche’ innanzi tutto la gente va rispettata e comunque perche’ si tratta pur sempre di costruire “ organi”, non di continuare solo a gestire co….. Intelligenti pauca.

                                                                                                                          (avv.Oreste Campopiano)