L’annuncio è stato affisso sui muri della struttura da diporto del centro rivierasco ed è stata appresa casualmente dai proprietari delle varie imbarcazioni. Insomma una fine silenziosa per un’opera che ha “mangiato” fino ad oggi almeno 20 miliardi di vecchie lire senza vedere mai la fine.
Per gli esponenti di “Impegno Comune” si tratta di uno “scandalo a cielo aperto”. Sul caso l’Amministrazione comunale odierna in questi ultimi tempi con la nomina degli avvocati Iacovino e Di Pardo ha cercato di risolvere la complessa quanto intricatissima problematica. Dal canto loro i diportisti sono pronti a lasciare il porticciolo. Dei 200 presenti, almeno una metà avevano già desistito ad inizio estate, intorno al mese di maggio allorquando era stato introdotto un orario per l’utilizzo delle imbarcazioni. La struttura, in ogni caso, è divenuta anche pericolosa per il fortissimo insabbiamento dei fondali.