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Il porto di Campomarino
Il porto di Campomarino
CAMPOMARINO _ Da alcuni giorni tutti gli organi d’informazione danno notizia dell’avvenuta chiusura del porticciolo di Campomarino e dei diportisti che caricano le loro barche sui carrelli per liberare la banchina, in poche parole danno notizia della morte di un grande sogno. Bisogna dire che esistono buone possibilità che il porto possa essere chiuso, vista la totale mancanza di sicurezza che continua ad imperversare nonostante la visita degli organi di controllo avvenuta nel mese di maggio 2010 quali asl, vigili del fuoco e capitaneria di porto.

Ad oggi però nessun diportista ha ricevuto comunicazione scritta della chiusura del porto, infatti esso apre regolarmente alle ore otto e chiude alle ore venti, come del resto ogni cittadino può verificare recandosi sul posto. Sembra strano ma questa storia è stata sempre raccontata con mezze verità. E’ dalla primavera del 2006, dopo pochi mesi dalla nascita della società mista, che si parla e riparla del porticciolo di Campomarino, una vicenda tragicomica su cui si dovrebbe scrivere un libro da lasciare ai posteri per dimostrare come sia possibile amputare l’arto principale del paese quando un sindaco, non trovando una coesione di pensiero all’interno della sua maggioranza, usa come collante la spartizione del potere lasciando così libertà d’azione all’ignoranza assoluta;ma la cosa che più rattrista è che il porticciolo da molti viene visto solo come luogo di gioia per i diportisti e non come un vero e proprio volano di sviluppo per l’intera regione.

Questo lo dimostra il provato disinteresse della politica regionale così come l’incapacità della politica locale di lasciare la strada dell’odio personale e di avviare un libero confronto dove i cittadini possono ascoltare domande precise e pretendere risposte chiare. Tante sono le domande che si fanno i cittadini:

1) se la mancanza di sicurezza che la società non ha voluto colmare porterà alla chiusura del porto, il comune potrà riprenderne il possesso e riaprirlo dopo averlo messo in sicurezza?
2) la regione può prorogare i finanziamenti pubblici dei 3,5 milioni di euro vincolati al cofinanziamento privato di 5,5 milioni di euro che hanno scadenza al 31.12.2010?
3) in caso di proroga il comune potrà procedere con il nuovo bando di gara che obbligatoriamente dovrà espletare per individuare il partner privato che finanzierà i 5,5 milioni di euro prima della sentenza definitiva scaturita dal contenzioso che sicuramente si aprirà tra comune e privato?
4) considerando i costi legali e la tempistica sicuramente lunga richiesta dal contenzioso, è conveniente per la comunità raggiungere un accordo tra le parti?
5) se si andrà al contenzioso ed il comune sarà condannato a risarcire i danni, i cittadini di Campomarino potranno costituirsi parte civile per far pagare i danni a chi li ha creati?

Queste e tante altre sono le domande che con parole semplici i cittadini si fanno e questo significa che è necessario indire più di qualche consiglio monotematico sul porticciolo ma quello che a mio avviso è ancor più importante è dare la possibilità ai cittadini di poter intervenire nel dibattito perché la soluzione per porre rimedio al danno subito da questa comunità richiede un coinvolgimento popolare.

Umberto Di Labbio
cittadino di Campomarino