TERMOLI – “Vogliamo un approdo sicuro per le nostre barche“. Gli abitanti delle Isole Tremiti alzano il tono della voce contro il mancato dissequestro dei gavitelli, requisiti a maggio del 2013 nell’ambito di un’operazione condotta dalla Capitaneria di Porto di Termoli su delega della Procura di Foggia. L’inchiesta degli inquirenti pugliesi portò ai “sigilli” di oltre 100 boe abusive posizionate su due specchi d’acqua per una superficie di circa 57.000 m2 ed all’iscrizione sul registro degli indagati di 22 persone.

Le indagini furono coordinate dal Pm Laura Guidotti e durarono circa 2 anni. L’attività investigativa focalizzò il fenomeno dell’affitto “in nero” dei gavitelli abusivi a danno dei diportisti frequentatori dell’isola. Da allora le boe sono “sigillate” ed i pescatori ed operatori commerciali sono costretti a lasciare le imbarcazioni nel porto di Termoli per l’impossibilità di ormeggiarle alle Tremiti con notevoli disagi soprattutto durante le giornate di mare mosso e di burrasca.

“Sono quasi 40 le barche degli isolani – hanno dichiarato alcuni pescatori tremitesi ora trasferitisi a Termoli – ed abbiamo bisogno di un approdo sicuro, un porticciolo perchè non sappiamo dove lasciarle. Se utilizziamo le boe ancora sequestrate incorriamo in sanzioni e denunce penali come è già capitato a diversi di noi”.

La problematica ha convinto gli isolani ad organizzare una manifestazione in programma tra qualche giorno. “Per protesta lasceremo i natanti in banchina” hanno proseguito i marittimi che puntano il dito non solo contro l’amministrazione comunale ma anche contro il parco del Gargano, area protetta delle Tremiti che aveva annunciato un parco boe che, gli operatori economici di San Domino e San Nicola, stanno ancora aspettando.