Cristiano Di Pietro
MONTENERO DI BISACCIA _ Resto di stucco dinanzi alle dichiarazioni dell’on. De Camillis che, intervenendo sul tema della sanità, parla della necessità di “ una task force istituzionale composta da parlamentari molisani, sub commissari alla sanità e Asrem , coordinata dal presidente della Regione per riorganizzare in maniera ragionata l’intero settore , tagliando gli sprechi attualmente esistenti e non i servizi di elevato livello”. Resto di stucco e mi chiedo come sia possibile proporre una simile soluzione che vorrebbe come attori di una rinascita della sanità molisana , gli stessi personaggi che ne hanno causato lo sfascio. Primo fra tutti il presidente della regione Iorio, nonché commissario ad acta, che, già da anni, gioca l’imbarazzante doppio ruolo di controllore e controllato e che, dopo aver portato la sanità molisana, attraverso sprechi, consulenze ed incarichi d’oro, ad un debito di milioni di euro, ora dovrebbe far parte di un organismo superiore che vigili sull’attuale commissariamento di cui già fa parte. Ma insomma!

È come se la Libia affidasse al figlio del tiranno Gheddafi la ricostruzione del Paese ! L’intervento della De Camillis sembrerebbe quasi un tentativo di buttare le mani avanti e di sfilarsi da quelle che sono anche sue precise responsabilità in qualità di parlamentare del PdL, più che un reale tentativo di trovare una soluzione ai problemi della sanità regionale, anche rispetto al gravissimo processo che si sta mettendo in atto al S. Timoteo di Termoli, di cui lei stessa parla, che presto si troverà ad avere reparti di serie B, perché senza primario. Una decisione che avvia un progressivo smantellamento della struttura.

A pagarne lo scotto, oltre agli operatori del settore, i cittadini di Termoli e di tutto il basso Molise, fortemente penalizzati non solo dalle decisioni dell’Asrem, ma anche dall’immobilismo della classe politica dirigente al Comune di Termoli che dimostra ogni giorno di più di non essere in grado di tutelare i diritti della popolazione di quell’area geografica. L’Italia dei Valori è pronta a vigilare su quanto sta accadendo e ad agire affinchè Termoli non venga schiacciata e spogliata del suo diritto alla sanità. Ci attiveremo quanto prima per avviare un confronto tra operatori, personale medico e sindacati per andare fino in fondo alla questione e per trovare, proprio attraverso l’ascolto delle varie parti, una soluzione possibile che eviti di penalizzare l’area del Basso Molise. Cristiano Di Pietro Consigliere regionale IdV

1 commento

  1. Continua la battaglia degli ospedali al fine di ottenere solo visibilità e consensi. Se nella nostra regione di circa trecentomila abitanti ci sono cinque ospedali a Roma, in base agli abitanti, quanti ospedali ci sono e quanti ce ne dovrebbero essere? L’assistenza sanitaria è una cosa seria ma in Molise possiamo permettersi cinque ospedali ( non dimentichiamo che la distanza fra Termoli e Larino è di circa venti Km). I costi di un’ospedale non riguarda solo il personale ( che impiegato dove c’è carenza garantirebbe maggiore possibilità di presenze diurne e notturne oltre a turnazioni “più “umane”, godimento di ferie …..) ma anche spese di infrastrutture, riscaldamento, illuminazione, macchinari per non parlare di doppioni di reparti e di attività (portineria, amministrazione, cucina….)
    E’ finito il tempo di spendere pensando che prima o poi qualcuno pagherà: I SOLDI SONO FINITI!!!!!

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